DOLCI PORTICI

Dal 22 Marzo al 24 Marzo 2019 parte la seconda edizione di “Dolci Portici”, la più grande pasticceria en plain air di Torino.

Pasticceri, cioccolatieri, gelatieri e produttori di prodotti da forno, si riuniscono per dar vita ad un dolce un percorso enogastronomico nel tratto compreso tra Piazza San Carlo e Piazza Castello

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Dove:

EXPO Via Roma – Tratto compreso tra Piazza San Carlo e Piazza Castello
Venerdì 22 marzo dalle 11.00 alle 22.00 
Sabato 23 marzo dalle 10.00 alle 24.00
Domenica 24 marzo dalle 10.00 alle 19.00

 

Shockino, pralina componibile

La prima idea della pralina componibile nasce nel 2007 dall’intuizione dei designer Piergiorgio Carozza e Gabriele Cossu.  Viene presentata per la prima volta, in versione sperimentale, alla fine del 2008 a Torino. Nel 2014, dopo alcuni anni di ricerca, sviluppo e test, è finalmente commercializzata e proposta al pubblico come la prima pralina componibile al mondo.

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Nel 2015 Shockino Mix Experience viene selezionato nell’ADI Design Index 2015 e sempre nello stesso anno ottiene la “Menzione d’Onore” al Compasso d’Oro Internazionale nella categoria Food-Design. E’ presente a  EXPO2015, al Salone del Mobile e Salon du Chocolat di Milano, Cibus Parma e Vinitaly a Verona.  Nel novembre 2016 Shockino diventa un’ azienda italiana, con sede a Campobasso,  che vede impegnati in prima persona gli ideatori ed una compagine sociale con grande esperienza nel settore del packaging alimentare e nelle tecnologie alimentari. Nel 2017  nasce lo Shockino-Lab: laboratorio artigianale alle porte di Campobasso nelle splendide campagne molisane. Qui vengono selezionati i migliori ingredienti e preparate le varie parti che comporranno i cioccolatini avvalendosi della competenza e preparazione del “Maestro Pasticcere” Paolo Caridi,  tutor tecnico, coinvolto nel progetto per migliorare e mantenere sempre alti gli standard qualitativi della produzione.

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per informazioni:

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cucina elettronica

Food Ensemble è una performance di musica e cucina.
Un concerto che puoi mangiare, una cena che puoi ascoltare.

“Immagina di vedere un cuoco cucinare dei bellissimi piatti davanti ai tuoi occhi, senti i rumori della preparazione che riempiono la stanza.. lentamente i rumori si trasformano, si sommano e diventano musica.
A questo punto, mentre stai ascoltando la composizione, puoi assaporare il piatto i cui suoni la hanno generata.”

Il progetto nasce dall’esigenza di sperimentare e fondere l’arte della cucina con la musica elettronica, intrecciare suoni profumi e sapori, creare un’atmosfera unica.

Credits: Video – Lenny Pellico Location – La Fucina della Luce Fonica – Audio Brothers Backstage – Giulia Gibertini Ufficio Stampa – Ja.La Comunicazione – Pomodoro Elettrodomestici – SMEG

i Solitari

Piccolo laboratorio artigiano che produce porcellane d’autore grazie  alla collaborazione con artisti e designers, i Solitari utilizzano la tecnica dei colori serigrafici,  applicati sulla porcellana su particolari pellicole, cotte in forni ad alte temperature in modo da garantirne durabilità e  qualità di stampa.

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Tre sono i settori di cui si occupano:
NEGOZI di oggettistica per la casa;
FOOD&DESIGN : con una linea dedicata a prodotti per la cucina belli e con grande attenzione al design delle etichette e del packaging ;
KITCHEN&DESIGN : un servizio rivolto a tutte quelle attività che curano l’accoglienza ed il servizio al Cliente nei minimi dettagli ; K&D consente la riproduzione del logo o della  grafica su tutti gli oggetti in porcellana che vengono utilizzati da ristoranti, b&b, alberghi  ecc.
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Tra gli artisti e i designer che collaborano con l’azienda si possono annoverare nomi come: Carlo Bacci (linee ForMa e Pirlates); Fabio Taramasco (Sirene&Tritoni); Gloria Ferrari (Prototipo Kids).
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per informazioni: i solitari

Nuovo barattolo porta-caffè da Bialetti

dal sito: http://www.designatlarge.it

articolo di : Laura Traldi

Il contenitore in plastica per il caffé macinato nella Bialetti, disegnato dal duo Sovrappensiero, è un manifesto della difficoltà di parlare di design oggi, nell’era dei consumatori distratti e degli algoritmi che generano viralità per immagini che sfoggiano canoni estetici roboanti. Pensandoci bene è ovvio. Quante chances ha infatti un barattolo come questo – di plastica, simile a quello che abbiamo già tutti in casa, di prezzo basso – di posizionarsi come un prodotto “di design”? Pochissime.

Ed è una considerazione molto triste visto che malgrado si parli sempre e di continuo di design, il senso vero di questa disciplina spesso sfugge ai più (su questo leggi anche il colloquio con Odoardo Fioravanti e Maddalena Casadei). Lo spazio, per gli oggetti che non vanno solo consumati con gli occhi ma anche raccontati, semplicemente non c’è.

Il senso immediato del design

Il barattolo per il caffé macinato dei Sovrappensiero per Bialetti è invece proprio uno di quegli oggetti che spiegano in modo semplice e immediato il valore aggiunto del design. Innanzitutto perché risolve un piccolo, banale “problema”: il fastidio del caffé macinato che finisce un po’ ovunque sul piano di lavoro quando lo mettiamo con il cucchiaino nella moka. Infatti basta girare il tappo per trovare un supporto su cui posizionare l’imbuto della caffettiera durante le operazioni di travaso: ogni granello di caffé che cadrà finirà sul disco di plastica e quindi, dopo che questo sarà rimesso al suo posto, dentro nel contenitore. L’altro “problema” che il barattolo risolve è quello del calcolo delle dosi. Il cucchiaino è infatti un dosatore di metallo, per una moka da 1, 3 e 6 tazze. E si ancora al coperchio grazie al manico a uncino. Niente nostalgia, ma tanto garbo È valore aggiunto del design la capacità di rinnovare un contesto conosciuto (il rito della preparazione del caffé) e di farlo in modo sottile, evitando accuratamente di stravolgerlo. È buon design rinunciare a iperboli estetiche in nome di un rispetto per la tradizione che non ha niente di nostalgico ma nasce semplicemente dal garbo. Ed è intelligenza progettuale quella che riesce ad arricchire un’esperienza alla portata di tutti senza incidere in modo sostanziale nei costi di sviluppo aziendali e quindi sul prezzo finale al consumatore. Progetti come questo dei Sovrappensiero non cambieranno le sorti del mondo. Però sono prodotti come questo che servono a diffondere davvero il senso della parola design.

L’AIA DI SAN GIORGIO

 A pochi passi dal centro di Vignacastrisi, frazione del comune di Ortelle (LE) e immersa nel verde degli alberi d’ulivo e della campagna circostante, l’Aia di San Giorgio, dimora d’arte e di cucina, accoglie il nostro tour in una giornata fredda e tersa. L’accesso pedonale avviene attraverso un piccolo giardino con muretti a secco e tracce di antiche costruzioni che in primavera si riempie di fiori spontanei e vivaci.

 

Il grande portico in legno, preannuncia ore di ristoro dalla calura salentina; le vecchie botti sapientemente recuperate è restaurate da Lucio, (mani da falegname e aspetto di un capitano Acab, ma con gli occhi più dolci e l’animo meno tormentato), preannunciano aperitivi all’aria aperta alla luce di lanterne e di piccole lampadine che danno all’aia un’aria festosa.

L’interno della sala ristorante, uno spazio unico dominato dai toni chiari delle pareti e delle “chianche” (pavimento) in pietra leccese, con le sue grandi finestre in ferro, da vecchio opificio artigianale e il caminetto in pietra, che nelle giornate invernali, accoglie e riunisce, è un tributo alla musica e all’arte in generale.

L’arredo dell’ambiente, con pochi tavoli in legno, è un tributo alla rinascita: oggetti recuperati e trasformati  con lo scopo di ridare loro una dignità e un significato nuovi, punteggiano discretamente il salone, senza però risultare ingombranti o eccessivi, mentre, stampe di vecchi manifesti di musica jazz e blues denotano ed esprimono la passione del proprietario Raffaele Di Staso, avvocato ed ex chitarrista, per la musica.

Dimora d’arte e di cucina dunque, e questo secondo polo, fondamentale per coloro che si approcciano all’Aia di San Giorgio in cerca della riscoperta di sapori tradizionali, ma riletti in chiave contemporanea, è rappresentato da Alessandra Ferramosca, cuoca itinerante salentina, che grazie anche ad alimenti di alta  qualità, prodotti all’interno della tenuta stessa, ci aiuta a compiere un viaggio dei sensi che è anche un viaggio di conoscenza e scoperta di un intero territorio.

 

Ph. Barbara Falcone, Francesca Orlando, Alessandra Ferramosca.

 

Educational “Dall’Avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderbeg” realizzato dall’ Accademia dei Volenterosi e il Comune di Bagnolo del Salento– Progetto P.O.R.FESRSE 2018-2020 Regione Puglia).

Per informazioni:

AIA DI SAN GIORGIO, Via Vecchia Ortelle – 73030 Vignacastrisi (LE)

tel. 329 985 2006