Nord e Sud panettoni di qualità a confronto

Natale alle porte, vi propongo questi due interessanti e gustosi doni natalizi

 

ROBERTO DONNO

Dolcearte Pasticceria gelateria

IL panTALENTO  (panettone all’olio EVO)

depliant

un prodotto lievitato naturalmente, realizzato nell’arco di 48 ore da lievito madre. La cottura a bassa temperatura permette di dare particolare morbidezza al  prodotto capace di sprigionare in bocca tutta un’armonia di profumi, grazie soprattutto alle caratteristiche organolettiche dell’olio Talento,( da cui il nome del prodotto) olio mono-varietale ossia ricavato da una unica qualità di olive) come la cellina di Nardò; già pluri-medagliato all’A.V.P.A.(Agenzia- per la Valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari di Parigi, quale miglior olio al mondo per il fruttato medio maturo.

Recupero della cultura locale, nell’utilizzo di un grasso nobile come l’olio EVO, applicando  nuove tecniche professionali,  fanno di  PanTalento un prodotto da assaggiare assolutamente.

Per ordini :

Particceria Dolcearte  Garibaldi, 31 a Cutrofiano (LE).

0836- 515073

Contatti:

Dolcearte Cutrofiano

ANDREA TORTORA

AT | Patissier

Panettone  al lievito madre

mockup

DAY 1

h 07:30
primo rinfresco di Carletto, il mio lievito madre

h 10:45
secondo rinfresco

h 14:00
terzo rinfresco

h 17:10
primo impasto

 

paneweb_danieltochterle-87

Photo Credit: Daniel Töchterle

 

DAY 2

h 06:00
secondo impasto

h 06:30
riposo dell’impasto

h 06:45
spezzatura e prima pirlatura

h 07:15
riposo dell’impasto

h 07:25
seconda pirlatura e impirottamento

h 08:00
lievitazione

h 15:30
glassatura

h 16:10
cottura

h 17:00
uscita dal forno e capovolgimento

 

RISULTATO

Nessun segreto, solo la condivisione di una grande storia di amore.

Per ordini o per diventare rivenditore :
hello@andreatortora.com

Contatti:

hello@andreatortora.com

 

 

 

Tetsujin _due in uno_

Nel cuore di Melbourne, Australia, gli Architects EAT, hanno creato, Tetsujin, un’esperienza degustativa, inspirata alle due opposte facce delle metropoli giapponesi, ovvero: ordine e caos. Tetsujin completato a dicembre 2015  è localizzato al quarto livello dell’ Emporium Shopping Centre. Creato in un spazio relativamente ristretto, l’idea  alla base del progetto è quella di far vivere agli avventori del ristorante l’esperienza unica di trovarsi all’interno di un affollato locale giapponese  (dove regnano ordine e caos) dal momento stesso in cui entrano.

Come?

Separando il locale in due aree dedicate: da un lato un Treno di Sushi (memore di “ordine”), dall’altro un BBQ giapponese (memore di “caos”); attraverso l’uso di diverse altezze del pavimento e dell’uso di una serie di rampe e passaggi, creando di fatto due  unità individuali all’interno di un unico spazio.

Anche i colori contribuiscono ad evidenziare la differenza tra le due parti dl locale: colori chiari,  legni naturali,  tenui e rosate iscrizioni giapponesi e  bianco delle pareti e degli anelli al neon che pendono dal soffitto (che ricordano tanto le maniglie degli affollati treni giapponesi) per l’ordine;

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Colori scuri, uso di  metallo e vetro e  grafiche manga  alle pareti per il caos.

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Tetsujin, due ristoranti  in uno.

 

 

 

cibo-cantiere

Matteo Stucchi  maestro pasticcere di Monza,  costruisce mondi in miniatura con i dolci prodotti nella sua pasticceria.

Piccole storie, il racconto di situazioni  quotidiane, poeticità e divertimento..

“La bellezza di un dolce è importante come il suo gusto” dice Matteo  parlando del suo lavoro.

cibo-cantiere

Dessert-miniatures-pastry-chef-matteo-stucchi

Dessert-miniatures-pastry-chef-matteo-stucchi

 

Dessert-miniatures-pastry-chef-matteo-stucchi 

Dessert-miniatures-pastry-chef-matteo-stucchi

“Destroyer”

da: http://www.huffingtonpost.it

 

“Destroyer” è il progetto dell’artista d’origine spagnola Mar Cuervo  Una serie di Gif animate in cui cupcake, torte, budini e dolci dalle forme impeccabili vengono letteralmente distrutti dalla mano di una donna: destroyer, appunto. Non riuscire a smettere di guardare qualcuno annientare dolcetti morbidi e colorati può sembrare strano e bizzarro, ma l’aspetto più interessante da analizzare è tutto dietro questo suo effetto ipnotico per risvegliare i nostri desideri.

L’autrice spiega infatti che, attraverso queste immagini animate, ha voluto dare voce alla rabbia, un sentimento che troppo spesso si è costretti a nascondere o ad opprimere. La rabbia, secondo l’artista, non è sempre un sentimento negativo e spesso tirarla fuori può essere l’unico modo per cambiare davvero le cose.

“La serie è iniziata come una sorta di rituale – spiega Mar Cuervo sul suo sito – una collezione che ho deciso di chiamare ‘oggetti commestibili’. Hanno catturato la mia attenzione per la loro morbidezza e fragilità, mentre urlavano di essere distrutti. Così ho usato tutta la mia rabbia contro questa società, impaurita dal potere della rabbia e ossessionata dalla perfezione”.

Il risultato è una sequenza di immagini che, a guardarle, fan venire la voglia di schiacciare qualcosa tra le mani, come se un antistress attraversasse il nostro schermo. Un nuovo modello di pop art semplicemente irresistibile. E la rabbia non è mai stata così dolce.

  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
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  • marcuervo.com/destroyer
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Dada biocop Parigi

Dada Biocoop, il nuovo luogo immaginato da Jeff van Dyck  nel cuore della capitale francese, espone in circa  270m²prodotti biologici, verdure, frutta trasformando la tradizionale drogheria in un luogo unico, dove il bianco prevale su tutto ad esaltare i coloro della merce esposta e dove la luce proveniente dall’alto sembra rendere  più vivido, luminoso, puro.
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” La volontà di Jeff van Dyck è stata di sviluppare una nuova estetica per il bio, più coerente con gli standard estetici della clientela parigina, ma adattata tanto meglio al suo modo di consumazione. Il mobilio è stato pensato volontariamente molto puro e neutro per mettere in valore i prodotti ed il carattere eccezionale del luogo. Ed è là tutta la forza di questo luogo. Grazie alla conservazione di tracce della decorazione originale della bottega che data del XIX  secolo, la drogheria Dada Biocoop diventa una bottega urbana, ancorata nella storia della città, ma tanto moderna e calorosa. La porta appena superata, l’esperienza vissuta è totalmente inedita, e ci  lascia sorprendere per un concetto mai visto prima nel campo del bio. 

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Van Dyck declina una tavolozza di bianchi luminosi che risponde all’immensa cupola in lastricati di vetro (a fondo di bottiglia) localizzato al centro della bottega. È qui che si trova il punto focale della drogheria, il luogo dove  frutta e verdure sono esposti al meglio. Tutto il mobilio è disegnato anche su-misura, e declinato in bianco. La larga vetrina sulla strada è l’opportunità di mettere in scena i prodotti e di lavorare sui temi legati alla natura, ai prodotti e agli artigiani del bio. In un scrigno anche epurato, i colori vitaminizzati dei prodotti freschi prendono un nuovo rilievo, e si fanno grafici e moderni.”

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pane quotidiano

In questa divertente serie di  ricami, l’artista Slovacca Terézia Krná  combina insieme il cibo e l’opera tessile in una realizzazione chiamata Pane Quotidiano. Il lavoro si compone di una fetta di pane per ogni giorno della settimana ricamata con n un disegno diverso. La settima fetta, rimanente e non toccata, è chiaramente in onore del sabbath.

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