Growroom by IKEA

All’interno di Space10, il laboratorio di ricerca di IKEA a Copenhagen in cui si sperimentano quelle che saranno le tendenze per il living del futuro, è nato Growroom; un elemento di arredo componibile (come nello stile dell’azienda svedese) e montabile in autonomia (Il manuale può essere scaricato gratuitamente dal sito di Space10).

Growroom (come suggerisce il nome) è una sorta di stanza per crescere, una sfera in legno naturale alta meno di tre metri, e a crescere, in questo caso, sono piante aromatiche e verdure.

58adc3c201fe58c4018b6014-619x368

«Il vantaggio è che permette di coltivare gli ortaggi dentro la propria abitazione in maniera sana e sostenibile» spiegano i designer che hanno portato avanti il progetto. Un notevole passo in avanti in termini economici, di salute e di impatto ambientale.

58adc3c101fe58ae018b60bc-619x368

Un orto dunque, ma anche uno straordinario esempio di design, risultato della collaborazione di artisti, tecnici e creativi da tutto il mondo.

Composto da 17 pezzi di compensato, Growroom, si può montare in maniera facile e veloce: bastano un martello, 500 viti di acciaio e una fresatrice o, come nell’ultima versione presentata, costituita da uno scheletro completamente in legno e non include parti di metallo e il montaggio avviene per incastro.

58adc3c101fe586a018b604d-619x368

58adc3c201fe58fe4f8b5960-619x368

Nessun impatto ambientale e prodotti freschi e sani, questo il  concetto alla base del progetto: «Il cibo deve essere consumato dove viene prodotto, è un modello alternativo al commercio mondiale di questi anni. Vogliamo aiutare a diminuire i chilometri percorsi dalle materie prime, riducendo l’impatto sull’ambiente e insegnando ai bambini da dove arriva quello che mangiano» .

58adc3c201fe581d008b601d-619x368

food design al fuorisalone

Piccole architetture da gustare e ricette della tradizione che si rifanno il look. Fatevi solleticare il palato da quattro progetti di food design visti al Fuorisalone 2017

 Testo Luca Trombetta 

«Il cibo per me è un’esperienza tattile con la lingua», dice Matteo Cibic. È uno dei sette designer che durante il Fuorisalone 2017 sono stati invitati dallo chef Marco Ambrosino del bistrot 28 Posti di Milano (via Corsico 1) a cimentarsi ai fornelli per il progetto “Designer in Cucina @ 28 Posti”. Insieme a lui, Eligo StudioDiego Grandi, Maddalena Casadei in coppia con Marialaura Rossiello Irvine e Cristina Celestino. Dal 4 al 9 aprile hanno presentato ogni sera un piatto diverso, calibrando sapori ed estetica, con un’attenzione particolare a proporzioni, colori e consistenze. Ma gli ingredienti erano gli stessi per tutti: ostrica, cavolo cappuccio, finocchietto selvatico e ravanello. Sembra che una delle ricette più apprezzate sia stata quella degli EligoAcquario, a base di spaghetti di daikon in brodo. Cibic invece ha proposto Crick pluf fresh, un toast di cavolo con battuto di ostriche e finocchietto fresco. Grandi che vede la cucina come «un atto generoso da condividere su una lunghissima tavola», ha cucinato Dalla terra al mare, un piatto ottenuto da un trito finissimo di tutti gli ingredienti. Il tempo è stato l’ingrediente segreto di Celestino – «tempo per preparare e per assaporare» – che ha creato Ostregheta, l’illusione di una finta ostrica. Per finire Chiaiolella di Casadei e Irvine, una raffinata composizione di dischi di ravanello e cavolo cappuccio fritto.

Un’operazione simile è andata in scena al ristorante Rigolo (via Solferino, ang. Largo Treves, Milano) dove il titolare, Renato Simoncini, e Fabio Calandri, direttore creativo di We R Food («una piattaforma dedicata alla ristorazione, creata per reinventare la convivialità e giocare con il potere comunicativo del buon cibo») hanno chiamato a raccolta altri quattro designer italiani per dare un nuovo look alle proposte culinarie dello chef selezionate ad hoc per la design week. Ecco allora We R Food for Rigolo: la Caprese di mozzarella di bufala disegnata da Vito Nesta, il Risotto alla milanese rielaborato da Elena Salmistraro con un crouton di Parmigiano Reggiano, il Filetto di manzo alle erbe provenzali di Martinelli Venezia e, non ultimo, il Tiramisù reinventato dal duo Zanellato/Bortotto. Una fresca interpretazione di un menu della tradizione meneghina servito su una tavola vestita per l’occasione da un progetto grafico di Studio Milo.

 

 

Dalle cucine dei ristoranti ai laboratori dell’università. Si è parlato di cucina anche al Salone Satellite, che quest’anno ha festeggiato i suoi primi 20 anni. Presso lo stand dell’ECAL (Ecole Cantonale d’Art de Lausanne), Carolien Niebling, fresca di Master in Product Design, ha presentato un progetto di ricerca sulla ‘salsiccia del futuro’, un pretesto per discutere di consumi alimentari alternativi. «Secondo i dati della FAO, andremo incontro a una grave carenza di alimenti ricchi di proteine», ha dichiarato. «La carne, in particolare, scarseggerà. E il motivo è un eccessivo consumo di prodotti di origine animale. Quindi, mi sono chiesta se le salsicce, questo alimento base della cucina mitteleuropea, possano in qualche modo fornire una soluzione». La designer ha portato in mostra una serie di ‘salsicce innovative’ che ha creato insieme al macellaio olandese Herman ter Weele e allo chef Gabriel Serero di Losanna. «Ho trattato la salsiccia come qualsiasi altro oggetto di design. Ho scelto ingredienti alternativi per i loro valori nutritivi, il loro gusto o solo perché sono affascinanti». Un esempio? Il salame di frutta. Questa e le altre ricette sono raccolte nel volume The Future Sausage che uscirà a breve, da ordinare su thefuturesausage.com.

Infine un progetto che non è intervenuto direttamente sul cibo, quanto sul modo di fruirne. Si chiama Origami Italiani, un’idea di Chef Rubio e del designer Filippo Protasoni che insieme hanno firmato un nuovo sistema integrato di prodotto, packaging e comunicazione pensato per la vendita e il trasporto della pasta fresca. Negli spazi di Pasta d’Autore, ristorante/laboratorio a conduzione familiare (via Cesare Correnti 7), i due hanno organizzato una serie di laboratori di cucina in cui, oltre a “mettere le mani in pasta”, il pubblico ha potuto costruire da solo la propria confezione di tortelli. «Dal foglio di pasta al foglio di carta, il passo è stato breve», scherza Protasoni che ha dato forma a un packaging innovativo pensando non solo all’utente, ma anche al produttore. «Ho immaginato un block-notes gigante da tenere direttamente in cucina. La scatola, che può essere customizzata con la grafica del ristorante, è veloce da realizzare: basta piegare il foglio lungo le linee guida (da qui il nome Origami) e in poche mosse si crea una confezione più agile ed economica rispetto a quelle in commercio. Oltretutto può essere un’idea regalo alternativa alla classica bottiglia di vino». Che resta da dire se non buon appetito?

 

informale con stile

Move Matter Architecture sono gli autori del progetto di un piccolo ristorante greco dallo stile luminoso e moderno situato  nell’Upper East Side di Manhattan, New York.

Move Matter Architecture have designed Greek Eats, a small, bright, modern Greek restaurant in the upper east side of Manhattan, New York. Large windows fill the restaurant with natural light and a simple black and white color palette with a few wood details gives the small restaurant a bright, modern, minimalist feel.Fotografia di Kevin Kunstadt

 

Grandi finestre riempiono il ristorante di luce naturale e una tavolozza di colori nelle variazioni del bianco, nero e ocra caratterizzano  l’atmosfera. Semplice, con pochi dettagli in legno e metallo smaltato, il piccolo ristorante risulta, allo stesso tempo, luminoso, moderno, minimalista e confortevole.

Move Matter Architecture have designed Greek Eats, a small, bright, modern Greek restaurant in the upper east side of Manhattan, New York. Large windows fill the restaurant with natural light and a simple black and white color palette with a few wood details gives the small restaurant a bright, modern, minimalist feel.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Lungo il muro posteriore, piastrelle nere, tipiche del rivestimento delle stazioni della metropolitana newyorkese, e un grande bancone in marmo creano un look sofisticato, mentre il menu scritto a mano sul muro bianco e l’aspetto naturale degli sgabelli e dei tavoli, conferisce all’ambiente  un’atmosfera informale.


In this small modern restaurant, black subway tiles and a large marble counter create a sophisticated look, while the handwritten menu on the white wall and the natural look of the stools and counter gives the space a casual vibe.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Rotoli di carta, attaccati alla parete al lato dei tavoli, forniscono le tovaglie e rendono facile  la pulizia contribuendo a rafforzare il concetto di informalità con stile che il locale vuole comunicare.

 


In this small modern restaurant, rolls of paper attached to the wall above each of the booth tables provide the tablecloth and make it easy to clean the table between customers. The large rolls of white paper also contribute to the casual feel in the restaurant and contrast the black paneling along the wall.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Sul retro del ristorante c’è una zona pranzo più formale, caratterizzata da una parete su cui fanno bella mostra di se, orci di olio che aggiungono autenticità,  uno specchio posizionato orizzontalmente aiuta il piccolo spazio ad apparire   più grande e più aperto.


At the back of this modern restaurant is a more formal dining area featuring a wall of oils that adds authenticity to the Greek restaurant and a horizontally placed mirror that helps the small space feel larger and more open.

Fotografia di Kevin Kunstadt

 

vertical garden- verticalgreen

Il giardino verticale proposto da VERTICALGREEN è una soluzione tecnologica che permette la trasformazione  ogni parete, attraverso un sistema brevettato, in una superficie coperta con  diverse specie di piante ornamentali o alimentari.
I giardini di VERTICALGREEN  offrono l’opportunità di riconnettere con natura luoghi che altrimenti non avrebbero la possibilità di vedere crescere piante verdi.

plugandplant3

VERTICALGREEN è convinto che questo progetto permetterà  di rendere migliori e più vivibili luoghi degradati dall’inquinamento  o dal rumore (si conoscono i benefici ambientali dovuti all’introduzione di verde: purificazione di aria, riduzione di diossido di carbonio, produzione di ossigeno, regolamentazione termica, insonorizzazione, purificazione di acqua, generazione di corridoi biologici e produzione di cibo).

La visione di VERTICALGREEN per l’anno 2030 è di avere un minimo di 9mq di area verde per abitante (che è la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Salute) suggerendo l’uso di edifici in dismissione o degradati  come piani di appoggio per il suo alveare verde; un modo per recuperare le aree verdi perdute, stabilendo una perfetta  sinergia tra natura e  città.

Fanaberia Crepes & Cafe

Localizzato a Sopot,  una piccola città polacca  sul Mare Baltico,  il Fanaberia Crepes & Cafe è un brillante ed allegro locale progettato da PB / Studio.

Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-13-810x540

I disegnatori mescolarono insieme colori  che ricordano la spiaggia, il mare, l’estate mescolando assieme e giustapponendo “occhiali da sole bianchicci e leggeri e  vivido color lapislazzuli… corde di sisal, elementi di metallo da marina militare e superfici di canna d’India si riferiscono alle spiagge e le barche di pescatori.”

Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-2-810x1215

Tutto l’ambiente  arredato in modo accurato, disegnando attorno all’avventore, uno spazio intimo ed elegante.

Gli arredi dal gusto un po’ retrò, con boiserie in quercia sbiancata, e poltroncine imbottite dai colori tenui, ricordano ambienti eleganti e gusto per la tradizione locale, invitano a sedersi per gustare le crepes locali ripiene di carne o pesce.

Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-2a-810x540Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-3b-810x540Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-4-810x1215Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-6-810x1215Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-7-810x1215Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-9-810x1215Fanaberia-Crepes-Cafe-PB-STUDIO-12-810x1215

 

 

Golositalia 2017

Volentieri giro il comunicato stampa inviato alla mia E-mail:

logo-golositalia

Comunicato stampa

GOLOSITALIA: LE DUE ANIME DEL GUSTO

Tutto pronto a Montichiari (Brescia) per la sesta edizione del salone dedicato a food e attrezzature per la ristorazione. Ospite il pasticcere Ernst Knam

Dal 25 al 28 febbraio 2017 torna al Centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia) Golositalia, la grande fiera dedicata al mondo del food e delle attrezzature professionali. Un evento unico nel suo genere, perché rivolto contemporaneamente al pubblico degli addetti ai lavori e agli appassionati di enogastronomia.
Sei padiglioni, tre dedicati al mondo professionale e altrettanti al pubblico. 640 espositori (il 15% in più rispetto al 2016) suddivisi in sei aree tematiche: food, wine, beer, bio-vegan-gluten free, professional technology & restaurant e franchising.

Novità di quest’anno l’Arena Eventi: uno spazio tutto dedicato a showcooking e grandi ospiti, come il re del cioccolato, Ernst Knam che si esibirà domenica 26 febbraio alle ore 12.
“Golositalia – ha spiegato l’organizzatore Mauro Grandi durante la conferenza stampa di presentazione – è cresciuta anno dopo anno, grazie alle conferme degli espositori delle edizioni precedenti e all’ingresso di nuove aziende interessate ad un bacino di utenza che abbraccia Lombardia e Veneto, un’area in cui vive un quarto della popolazione italian. Oggi Golositalia è un evento in grado di generare sul territorio un indotto di almeno 15 milioni di euro, calcolando i posti di lavoro, la ricettività sul territorio e il fatturato in fiera”.

L’edizione 2017 propone una vastissima offerta di prodotti tipici, da tutta Italia e da vari paesi del mondo, come le ostriche francesi o i salumi di Patanegra, acciughe del Cantabrico o le mostarde olandesi. Golositalia diviene così un’occasione unica per acquistare prodotti difficilmente reperibili, sia per il visitatore comune che per gli operatori del settore.
Si potranno trovare tutte le ultime novità nel campo della ristorazione, dai forni e le attrezzature più evolute all’ultimo software applicato alla gestione dei locali, dall’abbigliamento per il personale agli arredi.

Particolarmente ricco il calendario di eventi, tra corsi di cucina, convegni, seminari e dimostrazioni, rivolti sia all’operatore del settore che vuole aggiornarsi, sia all’appassionato che intende mettersi alla prova. Molto varie le tematiche affrontate: dai corsi di pasticceria pensati per i più golosi ma con lo sguardo rivolto alla salute, a quelli dove scoprire nuove ricette per chi convive con intolleranze o allergie; dalla cucina con le spezie ai consigli per avviare un bar o un’altra attività nel campo dell’enogastronomia, dai corsi per usare nuovi gestionali alle Master Class con sommelier e degustatori. Il calendario completo degli eventi, con le descrizioni, i costi e altre informazioni su www.golositalia.it.

Ingresso: € 8. Ingresso gratuito per disabili e bambini fino ai 10 anni, biglietto ridotto a € 6 per le scolaresche.

Info in breve | GOLOSITALIA & Aliment 2017
Data: dal 25 al 28 febbraio 2017
Orari di apertura: PAD. 1 e 5 sabato/domenica/lunedì/martedì dalle 9 alle 19
PAD.6, 7 e 8 sabato/domenica/lunedì 9-22 – martedì 9-19
Luogo: Centro Fiera del Garda, Via Brescia, 129 – Montichiari (BS)
Ingresso: € 8. Ingresso gratuito per disabili e bambini fino ai 10 anni. Ridotto scuole € 6
Parcheggio: auto € 3, pullman € 10
Cani: in fiera sono ammessi cani di piccola taglia (fino ad 8 kg) purchè tenuti in braccio o in adeguato trasportino. I cani di taglia media (fino a 25 kg) sono ammessi purchè provvisti di guinzaglio e museruola. Non sono ammessi in fiera cani di taglia grande e gigante (oltre i 25 Kg).
Info: http://www.golositalia.it

Press info:
Anna Sperotto
349 8434778
anna@studiocru.com

Michele Bertuzzo
347 9698760
michele@studiocru.com