Nuovo barattolo porta-caffè da Bialetti

dal sito: http://www.designatlarge.it

articolo di : Laura Traldi

Il contenitore in plastica per il caffé macinato nella Bialetti, disegnato dal duo Sovrappensiero, è un manifesto della difficoltà di parlare di design oggi, nell’era dei consumatori distratti e degli algoritmi che generano viralità per immagini che sfoggiano canoni estetici roboanti. Pensandoci bene è ovvio. Quante chances ha infatti un barattolo come questo – di plastica, simile a quello che abbiamo già tutti in casa, di prezzo basso – di posizionarsi come un prodotto “di design”? Pochissime.

Ed è una considerazione molto triste visto che malgrado si parli sempre e di continuo di design, il senso vero di questa disciplina spesso sfugge ai più (su questo leggi anche il colloquio con Odoardo Fioravanti e Maddalena Casadei). Lo spazio, per gli oggetti che non vanno solo consumati con gli occhi ma anche raccontati, semplicemente non c’è.

Il senso immediato del design

Il barattolo per il caffé macinato dei Sovrappensiero per Bialetti è invece proprio uno di quegli oggetti che spiegano in modo semplice e immediato il valore aggiunto del design. Innanzitutto perché risolve un piccolo, banale “problema”: il fastidio del caffé macinato che finisce un po’ ovunque sul piano di lavoro quando lo mettiamo con il cucchiaino nella moka. Infatti basta girare il tappo per trovare un supporto su cui posizionare l’imbuto della caffettiera durante le operazioni di travaso: ogni granello di caffé che cadrà finirà sul disco di plastica e quindi, dopo che questo sarà rimesso al suo posto, dentro nel contenitore. L’altro “problema” che il barattolo risolve è quello del calcolo delle dosi. Il cucchiaino è infatti un dosatore di metallo, per una moka da 1, 3 e 6 tazze. E si ancora al coperchio grazie al manico a uncino. Niente nostalgia, ma tanto garbo È valore aggiunto del design la capacità di rinnovare un contesto conosciuto (il rito della preparazione del caffé) e di farlo in modo sottile, evitando accuratamente di stravolgerlo. È buon design rinunciare a iperboli estetiche in nome di un rispetto per la tradizione che non ha niente di nostalgico ma nasce semplicemente dal garbo. Ed è intelligenza progettuale quella che riesce ad arricchire un’esperienza alla portata di tutti senza incidere in modo sostanziale nei costi di sviluppo aziendali e quindi sul prezzo finale al consumatore. Progetti come questo dei Sovrappensiero non cambieranno le sorti del mondo. Però sono prodotti come questo che servono a diffondere davvero il senso della parola design.

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L’AIA DI SAN GIORGIO

 A pochi passi dal centro di Vignacastrisi, frazione del comune di Ortelle (LE) e immersa nel verde degli alberi d’ulivo e della campagna circostante, l’Aia di San Giorgio, dimora d’arte e di cucina, accoglie il nostro tour in una giornata fredda e tersa. L’accesso pedonale avviene attraverso un piccolo giardino con muretti a secco e tracce di antiche costruzioni che in primavera si riempie di fiori spontanei e vivaci.

 

Il grande portico in legno, preannuncia ore di ristoro dalla calura salentina; le vecchie botti sapientemente recuperate è restaurate da Lucio, (mani da falegname e aspetto di un capitano Acab, ma con gli occhi più dolci e l’animo meno tormentato), preannunciano aperitivi all’aria aperta alla luce di lanterne e di piccole lampadine che danno all’aia un’aria festosa.

L’interno della sala ristorante, uno spazio unico dominato dai toni chiari delle pareti e delle “chianche” (pavimento) in pietra leccese, con le sue grandi finestre in ferro, da vecchio opificio artigianale e il caminetto in pietra, che nelle giornate invernali, accoglie e riunisce, è un tributo alla musica e all’arte in generale.

L’arredo dell’ambiente, con pochi tavoli in legno, è un tributo alla rinascita: oggetti recuperati e trasformati  con lo scopo di ridare loro una dignità e un significato nuovi, punteggiano discretamente il salone, senza però risultare ingombranti o eccessivi, mentre, stampe di vecchi manifesti di musica jazz e blues denotano ed esprimono la passione del proprietario Raffaele Di Staso, avvocato ed ex chitarrista, per la musica.

Dimora d’arte e di cucina dunque, e questo secondo polo, fondamentale per coloro che si approcciano all’Aia di San Giorgio in cerca della riscoperta di sapori tradizionali, ma riletti in chiave contemporanea, è rappresentato da Alessandra Ferramosca, cuoca itinerante salentina, che grazie anche ad alimenti di alta  qualità, prodotti all’interno della tenuta stessa, ci aiuta a compiere un viaggio dei sensi che è anche un viaggio di conoscenza e scoperta di un intero territorio.

 

Ph. Barbara Falcone, Francesca Orlando, Alessandra Ferramosca.

 

Educational “Dall’Avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderbeg” realizzato dall’ Accademia dei Volenterosi e il Comune di Bagnolo del Salento– Progetto P.O.R.FESRSE 2018-2020 Regione Puglia).

Per informazioni:

AIA DI SAN GIORGIO, Via Vecchia Ortelle – 73030 Vignacastrisi (LE)

tel. 329 985 2006

 

Offishina Salumeria Ittica di Puglia

All’interno del tessuto urbano di Matino, appena fuori dal centro storico si trova  Offishina, un piccolo, luminoso locale,  il cui aspetto, a metà tra un ristorante e una  trattoria, invita all’ingresso promettendo un’atmosfera familiare e semplice.

 

 

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Colori dominanti di questo locale, composto da due grandi stanze contigue, sono il bianco e il turchese, mentre le grandi lampade coniformi con luce bianca e fredda, dominano il soffitto, rendendo l’ambiente molto luminoso (forse un po’ troppo). Gli arredi sono semplici ed essenziali, perfettamente in linea con lo stile del locale. Il grande bancone dell’ingresso ricorda quello di una salumeria e alcuni oggetti sono stati recuperati e restaurati dal proprietario, Danilo Romano, come memoria del vecchio locale (una sala giochi).

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Il primo ristorante gestito dalla famiglia Romano è il “Gusta&Degusta” (2002) che, dopo una lunga serie di sperimentazioni culinarie ed un lavoro di restyling (nel 2017), diventa “Offishina Ristorante”, un laboratorio d’idee gastronomiche in cui materie prime di qualità vengono trasformate in  salumi e salse di pesce. Il Progetto di Offishina prevede il recupero di antiche tradizioni di conservazione degli alimenti ( nello specifico la fermentazione) fatto in varie parti del mondo, unito a studi di chimica della trasformazione dei prodotti alimentari.

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Offishina Salumeria Ittica di Puglia è l’origine dei nostri prodotti, un progetto che nasce dall’amore per la buona tavola, l’attenzione alle materie prime e da un prezioso lavoro di ricerca e sperimentazione. Offishina Ristorante è la prosecuzione naturale del nostro processo creativo, il luogo in cui i prodotti sono elaborati, cucinati e gustati.”   Danilo Romano

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Danilo Romano

Patron Chef

Patron Chef del “Gusta & Degusta” a soli 22 anni, ideatore del progetto “Offishina Salumeria Ittica di Puglia”, sperimentatore instancabile di una cucina innovativa.

Mamma Teresa

Madre di Danilo e cuoca per vocazione, custode integerrima delle ricette della tradizione salentina, componente razionale e imprescindibile di Offishina.

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L’Accademia dei Volenterosi.

Comune di Bagnolo del Salento

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PanTalento il panettone all’olio d’oliva

Altra tappa importante dell’educational tour “Dall’avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderbeg nel Salento”, è a Cutrofiano, presso la pasticceria Dolce Arte di Roberto Donno che, oltre ai dolci e ai gelati di qualità eccellente, propone per le feste di Natale,  il PanTalento, rivisitazione del panettone tradizionale che vede l’uso dell’olio extravergine d’oliva monovarietale biologico Cellina di Nardò (al posto del burro) ed esclude qualsiasi altro tipo di grasso vegetale o animale. L’olio usato per la produzione dei panettoni è prodotto esclusivamente negli uliveti di Cutrofiano dall’Azienda agricola di Dario Donno.

“La produzione di olio extravergine d’oliva Talento prodotto per pasticcerie in quantità limitata, ma di altissima qualità – afferma Dario Donno – mira al recupero del territorio e alla valorizzazione della tipicità di cultivar del Salento in via di estinzione”

L’uso di materie prime di eccellenza, rende il PanTalento, oltre che maggiormente digeribile e adatto anche agli intolleranti al lattosio, un prodotto dal gusto intensamente fruttato e dal profumo dolce e invitante. Lievitato artigianalmente, il PanTalento si presenta in diverse vesti e gusti: da quello tradizionale con uvetta e canditi , a quello al profumo di tabacco e cioccolato a quello impastato con gocce di cioccolato o con zenzero candito. Una golosità da non perdere., un dolce da assaggiare, non soltanto a Natale.

Dolce Arte
via Garibaldi,31
Cutrofiano, LE

L’Accademia dei Volenterosi.

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DolceArte

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La Banca, un caveau di sapori

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Nel centro storico di Galatina (Lecce), all’interno dell’ex sede della Banca di Napoli e prima ancora della Banca Coperativa di Galatina, sostiamo per un’altra interessante tappa dell’educational tour “Dall’avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderbeg nel Salento”. In un palazzetto della seconda metà dell’800, che conserva inalterato tutto il fascino dell’epoca, si trova il ristorante “La Banca” di Alessandro Castriota Scanderbeg e Paolo Trevisani.

Nato dal progetto del designer Giuseppe de Matteis, la recente ristrutturazione de “La Banca” (2018)  si sviluppa in modo molto rispettoso della preesistenza. Si accede alla grande sala da pranzo attraverso uno spazio esterno recintato (utilizzabile nelle calde serate salentine per gustose cene al lume di candela), dal quale si gode la vista immediata dello spazio interno. Legno in radica d’ulivo per i tavoli da pranzo, per il grande bancone-bar e schegge di legno (di ulivo anch’esso) le decorazioni murarie e per gli elementi porta-vino, richiamano il territorio e conferiscono calore e senso di accoglienza a un ambiente per sua natura austero e rigoroso nel quale dominano i toni del bianco e del grigio polvere.

Le sedie trasparenti firmate Kartell e le poltroncine imbottite, di un caldo color ottanio, aggiungono un tocco di contemporaneità e si confrontano, senza scontrarsi, con gli originali stucchi di gusto liberty. E’ addentrandosi all’interno del locale che si scopre però la memoria storica dell’edificio: il caveau originale e la storica cassaforte corazzata, fanno bella mostra di sé; seppure questi elementi, testimoni dell’antica funzione dell’edificio,  hanno perso la loro vocazione originaria,  mantengono inalterato il loro fascino diventando casseforti per prodotti locali e vini pregiati. La cucina proposta da “La Banca” a opera dello chef Emanuele Specchia è una cucina contemporanea e raffinata che utilizza e valorizza prodotti locali.

Una nota a margine: Banca, in dialetto salentino, sta ad indicare anche il tavolo da pranzo.

per informazioni:

Ristorante La Banca via Tommaso Cavazza, 41 Galatina

tel  345 069 0088

m.me/labancagalatina

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Comune di Galatina

L’Accademia dei Volenterosi.

Comune di Bagnolo del Salento

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giorno 2 (parte seconda) Il Melograno: l’oro rosso del Salento

La seconda tappa di questa ricca giornata d’impegni dell’Educational Tour Dall’avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderbeg nel Salento ci porta a pochi chilometri da Copertino, dove sorge l’azienda Cairo & Doutcher fondata da Utzi Cairo; nato in Israele da padre italiano.

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A Copertino, paese di suo padre, Utzi scopre la bellezza della sua terra d’origine; soleggiata e dal clima mite e decide di trasferirvisi, con l’intenzione dare il suo contributo all’economia agricola locale che risentiva di una costante fuga di manodopera. Nel 1996 Cairo & Doutcher riesce a conquistare il mercato italiano diventando leader per la produzione di Gypsophila (comunemente chiamata “nebbiolina”) e in seguito ai costanti sforzi, concentrati sulla coltivazione e sulla produzione di melograni, l’azienda si trasforma e s’ingrandisce diventando leader europeo nella coltivazione e vendita di piante di melograno, oltre che alla produzione e trasformazione dei suoi frutti e soprattutto del suo succo rosso rubino ricco di polifenoli e altre sostanze benefiche.

Spinta dalla perseveranza dei suoi dirigenti e degli agronomi impegnati nella ricerca, la Cairo & Doutcher, sta ponendosi nuovi obiettivi e mete da raggiungere: riuscire a garantire la produzione di melagrane per quasi dieci mesi l’anno, con l’aiuto di specifiche tecniche di conservazione; attivare la produzione delle varietà di Mango e Avocado più adatte per il clima salentino; produrre bacche di goji più dolci e succose.

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“La terra è sempre pulita, sono le scarpe che la sporcano!”

Questa dichiarazione del signor Cairo dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, il grande rispetto dell’azienda per la terra e i preziosi frutti che essa produce.

La Cairo& Doutcher ora, si estende per circa 2000 ettari divenendo quindi un elemento riconoscibile sul territorio con le sue serre allineate e le piantumazioni posate con regolare precisione. Un segno forte, distinguibile, imponente, su un territorio caratterizzato da ciò che era definito il “giardino mediterraneo”: appezzamenti più piccoli e delimitati da segni, leggeri come tratti di matita su un foglio, ma persistenti nella loro provvisoria eternità; delimitazioni di pietre giustapposte e sovrapposte “a secco”che caratterizzano un luogo, come le campagne salentine, in modo talmente forte da diventarne elemento di riconoscibilità e d’identitarietà.

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Per informazioni:

https://www.cairodoutcher.com

Cairo &Doutcher –  Contrada Vigna Grande – Loc. Seminaristi 73043 COPERTINO (LE)
Italy

Comune di Copertino

L’Accademia dei Volenterosi.

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Giorno 2_ (parte prima)_ la maestosa architettura del castello di Copertino

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tappe della giornata

 

4/12/2018 _Giornata ricca di impegni quella di noi partecipanti all’Enucational Tour Dall’avvento all’Immacolata sulle orme di Scanderberg in Salento promossa dal Comune di Bagnolo del Salento in collaborazione con  L’Accademia dei Volenterosi.

Partenza da Bagnolo del Salento in direzione Castello di Copertino.

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Imponente struttura fortificata il cui aspetto attuale si deve ad un rimaneggiamento del XVI secolo ad opera dell’architetto militare Evangelista Menga, il castello di Copertino ingloba una fortezza sorta in epoca normanna ed ampliata successivamente ad opera degli Angioini. Committente dell’ampliamento della fortezza, opera conclusa nel 1540, fu  proprio Alfonso Castriota Scanderbeg , così come si può leggere ancora oggi sulla cortina Est della alla sinistra della porta di ingresso.

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Costruita con lo scopo di difendere i territori del Salento dall’attacco dei Turchi, Il castello di Copertino si presenta come un’imponente struttura quadrangolare, circondata da un profondo fossato (un tempo riempito di acqua) e con un unico punto di accesso in corrispondenza  del maestoso portale in stile catalano-durazzesco decorato con nicchie, edicole, medaglioni e trofei militari riferibili alle vittorie di Alfonso Castriota Scanderbeg sui Francesi; accesso inesistente nel periodo in cui il castello aveva ancora funzione prettamente difensiva.

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Le mura, spesse fino a otto metri in corrispondenza del mastio, sono realizzate in tufo e pietra di Cursi. Negli spazi inferiori, coperti con volte a botte o con volte a sesto acuto (nelle parti più antiche del castello), a seguito del recente restauro, sono stati rinvenuti graffiti che riportavano i disegni di costruzione delle volte e delle aperture ad arco delle murature frammisti a disegni stilizzati che raccontavano dell’eccidio degli otrantini dell’agosto 1480 ad opera dei turchi.

All’interno del castello, dopo aver attraversato ambienti ombrosi e con poche finestre, si apre una corte quadrangolare illuminata dalla luce salentina che si riflette sulle pareti di pietra chiara. Lungo le pareti corrono le enormi gallerie di collegamento ai bastioni e la cappella di San Marco, interamente affrescata dal pittore manierista Gianserio Strafella probabile allievo di Michelangelo e Raffaello

Nel 1886 il castello fu dichiarato monumento nazionale e nel 1955 sottoposto alle norme di tutela.

per approfondire:

Comune di Copertino

Castello di Copertino

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