Winery in Mont-Ras / Jorge Vidal + Víctor Rahola

Da un’intervista ai progettisti Jorge Vidal, Víctor Rahola:  “La costruzione di una cantina e la creazione del processo di vinificazione sono estremamente legati all’esperienza con la terra. Il vino è odore, colore, sapore e forma. I sensi e le percezioni devono andare insieme con un sito che è in grado di enfatizzare il processo di trasformazione. Per questo, abbiamo lavorato con quattro aspetti chiave:


1. Il programma della cantina è il risultato della necessità di produrre vino e di organizzare un rapporto tra l’edificio nuovo e la casa di terra esistente. Per la produzione vinicola ci sono quattro spazi principali e altri tre secondari, questi ultimi sono spazi di servizio e destinati allo stoccaggio. Il primo spazio principale da destra, accanto ai laboratori e congelatori, è lo spazio per tutti gli strumenti agricoli e gli lavorare nei vigneti. il secondo è per tutti i tini necessari per la produzione “mosto”. Il terzo è quello destinato al “riposo del vino” nella fase di passaggio da mosto a vino propriamente detto. L’ultimo spazio è la zona destinata alle degustazioni e alla conservazione delle bottiglie che sono pronte per essere aperte. Un accesso attraverso un tunnel dal lato superiore della casa è quello che organizza la circolazione dei proprietari. L’accesso agli altri tre spazi è fatto direttamente dai vigneti

2. L’umidità del terreno aiuta la conservazione del vino. Abbiamo deciso di interrare la cantina  per tenerla con la temperatura ideale e nello stesso tempo per creare una piattaforma di collegamento con gli edifici esistenti. La stessa terra ci aiuta a creare spazio.
3. La profondità dello spazio crea il suono, il vuoto e l’ombra. La luce organizza lo spazio.
4. L’edificio è una piattaforma all’interno della terra. Il suo tetto è un giardino che si trova in cima alle volte di cemento che i calcoli effettuati e ottimizzati hanno disegnato come una sezione di archi iperbolici. Allo stesso tempo la piattaforma è custode dell’acqua per il relativo riutilizzo. Le pareti esterne sono progettate con la forma ideale avendo in considerazione il suo materiale (il mattone) per inviare tutti gli sforzi alla struttura.

Photography pavilion: incastonato nei vigneti

Potography pavilion, il nuovo edificio progettato dal Renzo Piano Building Workshop sorge tra gli splendidi vigneti di Château La Coste.

Il padiglione principale, di circa  285 mq avrà la duplice funzione di esibire mostre d’arte e conservare il vino.

“In dialogo con la topografia naturale del terreno, si è deciso di “intagliare” il terreno per sei metri di profondità e di incorporare completamente l’edificio nella vigna.”

Ha affermato il progettista in una recente intervista.

“Le facciate vetrate e il tetto contrastano con il semplice e grezzo calcestruzzo a vista, utilizzato sia per gli spazi destinati alla conservazione che per quelli espositivi”.

L’edificio, parzialmente sepolto, è evidenziato dal  tetto coperto con una vela fissata ad archi metallici  sottili, questi archi ricordano i tralci delle viti che circondano l’edificio e permettono una integrazione visiva tra la vela stessa e le vigne circostanti.

Accessibile tramite una lunga rampa che taglia il terreno, l’edificio contiene gallerie all’interno per  uno spazio complessivo di circa 160 mq. illuminata con luce naturale, l’area espositiva è affiancata da due cantine che conservano vino prodotto del sito. Nella parte posteriore dell’edificio, uno spazio dedicato alla scultura è esteso da uno specchio d’acqua che riflette interamente la larghezza del padiglione.Mostra inaugurale del locale è ‘il mare e lo specchio’ del fotografo giapponese hiroshi sugimoto, visibile fino al 3 settembre 2017.

 

Renzo Piano Building Workshop, Photography pavilion, Le Puy Ste Réparade, Francia, 2017

Renzo Piano Building Workshop, Photography pavilion, Le Puy Ste Réparade, Francia, 2017

 

Renzo Piano Building Workshop, Photography pavilion, Le Puy Ste Réparade, Francia, 2017

Renzo Piano Building Workshop, Photography pavilion, Le Puy Ste Réparade, Francia, 2017


Photography pavilion
, Le Puy Ste Réparade
Tipologia: padiglione
Architetto: Renzo Piano Building Workshop
Team di progetto: J. Moolhuijzen, D. Rat, M.van der Staay (partner and associates in charge) with K. Lim; O. Aubert, C. Colson and Y. Kyrkos (models)
Struttura copertura: Arup
Struttura e impianti: AECOM
Architetto locale: Tangram Architectes
Gestione progetto e costruzione: Rainey Best
Superficie: 285 sqm
Completamento: 2017

Gantenbein Winery

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L’azienda vinicola Gantenbein è a conduzione familiare, situata ai margini ei vigneti leggermente in pendenza. I produttori del vino hanno voluto realizzare un nuovo edificio di servizio, composto da una camera di fermentazione grande per la lavorazione delle uve, una cantina scavata nel terreno per conservare le botti e una terrazza panoramica per degustazioni e ricevimenti.

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L’ampliamento della cantina consiste in tre semplici edifici che formano una piccola corte. Il seminterrato ha otto colonne a fungo e costituisce un’estensione della cantina di fermentazione, che è semi interrata. Al livello della corte vi è la zona della pressa delle uve mentre al piano superiore troviamo le stanze per la degustazione.

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La realizzazione è un pragmatico, anche se, esteticamente gradevole edificio. Il telaio in calcestruzzo è riempito con mattoni che sono angolati secondo diverse direzioni (a formare delle grosse bolle di laterizio mentre i giunti verticali sono aperti.

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I progettisti Bearth & Deplazes, quando l’edificio era già in costruzione hanno invitato i loro colleghi Gramazio & Kohler a progettare la facciata.Il progetto proposto consisteva nel semplice riempimento dello scheletro di calcestruzzo con mattoni disposti in modo da lasciar filtrare la luce: (la muratura funge da amplificatore di temperatura e la luce solare non è diretta poiché, avrebbe avuto un effetto negativo sulla fermentazione).

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All’interno del’edificio sono poi stati montati pannelli in policarbonato per proteggere contro vento. Al piano superiore, i mattoni formano la balaustra della terrazza sul tetto. Il metodo di produzione robotizzato utilizzato per ognuno dei 20.000 mattoni, suddivisi in 72 singoli segmenti, consente di ruotare ogni mattone secondo un valore diverso e creando così una plasticità della facciata che vista da lontano, crea l’immagine di un grande cesto pieno di uva. Vista da una distanza ravvicinata l’immagine figurativa, che appare morbido é quasi tessile.

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Gantenbein Winery Design Team: Gramazio & Kohler Architects in collaborazione con Bearth & Deplazes Architects Location:

Fläsch, Switzerland 

Completato nel 2007

La Cantina Bortolin Angelo

Tre parole chiave:Memoria, Percezione ed Esperienza per la cantina Bortolin a Guia di Valdobbiadene (TV) progettata da Lopes Brenna Architetti e Cristiana Lopes, incastonata lungo un pendio di una collina e affacciata verso la vallata.

Lopes Brenna Architetti, Cristiana Lopes — La Cantina Bortolin Angelo

vista esterna

Dalla relazione di progetto:

Un luogo di produzione diventa anche luogo di accoglienza e rappresentanza con con una propria identità e riconoscibilità. I terrazzamenti, la topografia ridisegnata dall’uomo e il proprio rapporto con il paesaggio più vasto appartengono ad una sorta di memoria collettiva di un territorio. Il progetto ci parla di un luogo che esiste e che conosciamo senza aggiungere protagonisti: la collina, le vecchie case a ridosso delle vigne, la valle. Il sistema di terrazzamenti si articola in modo da accogliere inferiormente le funzione necessarie, mentre superiormente grandi spazi vuoti, accessibili da caveau e abitazioni, si offrono come momenti per catturare il paesaggio. Memoria

Lopes Brenna Architetti, Cristiana Lopes — La Cantina Bortolin Angelo

vista magazzino

Il programma si sviluppa in una sequenza di ambienti con una spazialità chiara e propria che formano nell’insieme un sistema spaziale più ricco e complesso. La disposizione degli ambienti garantisce un’adeguata indipendenza delle varie funzioni, ma le aperture, sia verso l’esterno che verso l’interno, formano dei corridoi visivi che permettono la percezione contemporanea di più spazi. I lavoratori possono scorgere i locali destinati alla vendita e degustazione del vino, mentre i visitatori dagli ambienti più intimi disposti attorno al cortile vengono a tratti incuriositi dagli scorci che si aprono verso le zone di lavoro. Un’esperienza spaziale simile a quella di un palazzo in cui in un primo momento ci sembra di percepire l’intero sistema per poi sorprenderci in alcuni ambienti inaspettati e misteriosi. Percezione

Lopes Brenna Architetti, Cristiana Lopes — La Cantina Bortolin Angelo

vista sala degustazione

La semplicità formale del progetto permette di utilizzare un sistema murario semplice, capace di risolvere le questioni strutturali e climatiche garantendo il contenimento dei costi di costruzione. L’edificio è cosi costituito da veri e propri muri, la cui finitura diventa l’ultima accordatura. Il perimetro esterno, una geometria libera e indefinita, in continuità con l’esistente è rivestito in pietra. All’interno, le diverse materialità assumono il compito di scenografie di spazi diversi, ognuno dei quali possiede atmosfera, proporzioni e luce proprie. Esperienza

cantina Lodge di Graham

L’ elegante restauro della cantina Lodge di Graham, di quasi 200 anni,  in Portogallo a Vila Nova de Gaia (sull’estuario del fiume Douro, vicino all’Oceano Atlantico), è stato completato nel 2013  ad opera di  P06- Nuno Gusmão  con la collaborazione dei designer Giuseppe Greco e Joana Proserpio.

Il progetto, che unisce uso generoso di legno invecchiato e nuovo e sontuosi spazi aperti a una tavolozza di colori minimalista, trasforma lo spazio storico per adattarlo alle moderne esigenze di lavoro e ristorazione   senza però distruggere l’autenticità e l’unicità di questo particolare manufatto.

Il Lodge con le sue pareti in granito, non è più soltanto un edificio funzionale dove migliaia di botti di porto vengono invecchiate, ma è soprattutto una meta per migliaia di turisti enogastronomici che possono fare esperienze degustative assaporando un buon bicchiere di vino.

Il Lodge  apre al pubblico per la prima volta nel 1993, ma il restauro attuale, commissionato dalla famiglia Symington, che possiede l’azienda oggi, consente l’accoglienza di un maggior numero di turisti  offendo loro la possibilità di effettuare un tour  che include una visita al Museo di Graham, su due livelli, la sosta nella sala degustazione, nel Vintage Room, in un negozio in un’enoteca e nel ristorante.

Sicuramente un’esperienza culturalmente e degustativamente stimolante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

W & J Graham nasce a Oporto, Portogallo, nel 1820 da due fratelli scozzesi, William e John Graham.

Carapace Winery

Carapace Winery (2005-2012), della Famiglia LunelliTenuta di Castelbuono a Montefalco di Bevagna Progetto di Arnaldo Pomodoro
Cattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico Mercatali
 “Carapace Winery” nella Tenuta Castelbuono, a Montefalco di Bevagna, ha come idea portante una grande cupola rivestita in rame che costituisce  ilfulcro d’attrazione territoriale nel suggestivo splendore collinare dei vigneti del Sagrantino.

Non è la prima volta che Pomodoro si cimenta con una dimensione quasi territoriale  e con  problematiche tipiche dell’architettura ma con quest’opera  stato in grado di ottenere un risultato capace di armonizzare dimensionalmente  effetto scultoreo a grande scala e contesto orograficamente mosso e storicamente consolidato.

Gli esterni si lasciano condizionare dalla morbidezza delle sagome collinari, l’interno propongono le caratteristiche formali tipiche del linguaggio pomodoriano.

Cattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico MercataliCattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico MercataliCattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico MercataliCattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico Mercatali
Cattedrali del vino e nuove cantine d'autore n. 2 - di Enrico Mercatali