Starbuck’s mobile

Il progetto di  riconversione di un furgone in punto food mobile del  designer Daniel Milchtein, non è certo un’idea originale, ma prende le mosse da moltissimi altri progetti già prototipati e realizzati (alcuni dei quali li troverete anche sulle pagine di questo blog).

Mobile Coffee Shop Concept - Daniel Milchtein

La cosa interessante di questo progetto è l’idea di trasformare questo veicolo in uno Starbuck’s mobile, in modo tra trasportare il famoso caffè in ogni punto della città.

Mobile Coffee Shop Concept - Daniel Milchtein

per informazioni: daniel.milchtein@molex.com o daniel_milstein@hotmail.com.

Don Key

Don Key è un ristorante di cucina tradizionale messicana riproposta con uno stile nuovo e sperimentale.

L’approccio era combinare la lingua tradizionale con un gioco di parole, semplicità sofisticata con una naturale tavolozza colori.

“Il nome di Don Key composto da ‘Don’ il modo nel quale il  popolo messicano dice signore e da Key ‘ Chiave’ in modo da leggere la parola ‘Asino.’

Cibo semplice, immagine semplice, packaging essenziale con fulcro principale proprio sul cibo, quella data dallo studio Parallel‘s.

“L’idea di rappresentare  ‘la Festa’ in di ogni prodotto casalingo è alla base della comunicazione grafica, ” mentre contenitori in carta da pacco con piccoli loghi a stampo, ricordano la genuinità e la semplicità del prodotto incartato come se fosse stato fatto a casa.

informale con stile

Move Matter Architecture sono gli autori del progetto di un piccolo ristorante greco dallo stile luminoso e moderno situato  nell’Upper East Side di Manhattan, New York.

Move Matter Architecture have designed Greek Eats, a small, bright, modern Greek restaurant in the upper east side of Manhattan, New York. Large windows fill the restaurant with natural light and a simple black and white color palette with a few wood details gives the small restaurant a bright, modern, minimalist feel.Fotografia di Kevin Kunstadt

 

Grandi finestre riempiono il ristorante di luce naturale e una tavolozza di colori nelle variazioni del bianco, nero e ocra caratterizzano  l’atmosfera. Semplice, con pochi dettagli in legno e metallo smaltato, il piccolo ristorante risulta, allo stesso tempo, luminoso, moderno, minimalista e confortevole.

Move Matter Architecture have designed Greek Eats, a small, bright, modern Greek restaurant in the upper east side of Manhattan, New York. Large windows fill the restaurant with natural light and a simple black and white color palette with a few wood details gives the small restaurant a bright, modern, minimalist feel.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Lungo il muro posteriore, piastrelle nere, tipiche del rivestimento delle stazioni della metropolitana newyorkese, e un grande bancone in marmo creano un look sofisticato, mentre il menu scritto a mano sul muro bianco e l’aspetto naturale degli sgabelli e dei tavoli, conferisce all’ambiente  un’atmosfera informale.


In this small modern restaurant, black subway tiles and a large marble counter create a sophisticated look, while the handwritten menu on the white wall and the natural look of the stools and counter gives the space a casual vibe.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Rotoli di carta, attaccati alla parete al lato dei tavoli, forniscono le tovaglie e rendono facile  la pulizia contribuendo a rafforzare il concetto di informalità con stile che il locale vuole comunicare.

 


In this small modern restaurant, rolls of paper attached to the wall above each of the booth tables provide the tablecloth and make it easy to clean the table between customers. The large rolls of white paper also contribute to the casual feel in the restaurant and contrast the black paneling along the wall.

Fotografia di Kevin Kunstadt

Sul retro del ristorante c’è una zona pranzo più formale, caratterizzata da una parete su cui fanno bella mostra di se, orci di olio che aggiungono autenticità,  uno specchio posizionato orizzontalmente aiuta il piccolo spazio ad apparire   più grande e più aperto.


At the back of this modern restaurant is a more formal dining area featuring a wall of oils that adds authenticity to the Greek restaurant and a horizontally placed mirror that helps the small space feel larger and more open.

Fotografia di Kevin Kunstadt

 

Fanaberia Crepes & Cafe

Localizzato a Sopot,  una piccola città polacca  sul Mare Baltico,  il Fanaberia Crepes & Cafe è un brillante ed allegro locale progettato da PB / Studio.

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I disegnatori mescolarono insieme colori  che ricordano la spiaggia, il mare, l’estate mescolando assieme e giustapponendo “occhiali da sole bianchicci e leggeri e  vivido color lapislazzuli… corde di sisal, elementi di metallo da marina militare e superfici di canna d’India si riferiscono alle spiagge e le barche di pescatori.”

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Tutto l’ambiente  arredato in modo accurato, disegnando attorno all’avventore, uno spazio intimo ed elegante.

Gli arredi dal gusto un po’ retrò, con boiserie in quercia sbiancata, e poltroncine imbottite dai colori tenui, ricordano ambienti eleganti e gusto per la tradizione locale, invitano a sedersi per gustare le crepes locali ripiene di carne o pesce.

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Tetsujin _due in uno_

Nel cuore di Melbourne, Australia, gli Architects EAT, hanno creato, Tetsujin, un’esperienza degustativa, inspirata alle due opposte facce delle metropoli giapponesi, ovvero: ordine e caos. Tetsujin completato a dicembre 2015  è localizzato al quarto livello dell’ Emporium Shopping Centre. Creato in un spazio relativamente ristretto, l’idea  alla base del progetto è quella di far vivere agli avventori del ristorante l’esperienza unica di trovarsi all’interno di un affollato locale giapponese  (dove regnano ordine e caos) dal momento stesso in cui entrano.

Come?

Separando il locale in due aree dedicate: da un lato un Treno di Sushi (memore di “ordine”), dall’altro un BBQ giapponese (memore di “caos”); attraverso l’uso di diverse altezze del pavimento e dell’uso di una serie di rampe e passaggi, creando di fatto due  unità individuali all’interno di un unico spazio.

Anche i colori contribuiscono ad evidenziare la differenza tra le due parti dl locale: colori chiari,  legni naturali,  tenui e rosate iscrizioni giapponesi e  bianco delle pareti e degli anelli al neon che pendono dal soffitto (che ricordano tanto le maniglie degli affollati treni giapponesi) per l’ordine;

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Colori scuri, uso di  metallo e vetro e  grafiche manga  alle pareti per il caos.

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Tetsujin, due ristoranti  in uno.

 

 

 

Shugaa bar

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Ispirato ai cristalli molecolari dello zucchero, Shugaa  bar a Bangkok, progetto firmato da Design agency ‘ party / space / design ‘ (aka p/s/d), è uno spazio pulito e luminoso. 
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I colori tenui, dal rosa confetto al crema ricordano zucchero filato e mashmellows; la scala a chiocciola, iconica e zuccherina, realizzata da scatole in acrilico trasparente ricorda, al contempo, le zollette e i cristalli.
Di particolare impatto i lampadari cubici dipinti di bruno brillante a ricordare grappoli di zucchero di canna.

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The Tower Kitchen. Bangalore

Il progetto di The Tower Kitchen, nasce da una collaborazione tra Khosla Associates e tsk Design.

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Riutilizzando un vecchio edificio in cemento armato il locale si dispone spazialmente secondo tre zone principali: 
una sala interna appartata e intima;
una zona pranzo coperta  e semi aperta;
una zona lounge bar serale  che si affaccia dall’alto sulle luci della città.
I soffitti a cassettoni in calcestruzzo esistenti, accentuati da cassettoni in legno e da un sapiente gioco di luci, divengono, al contempo la griglia compositiva sulla quale si basa l’intera strutturazione delle zone.
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La sala da pranzo principale è caratterizzata da una patere a tutta altezza, dipinta di rosso, rappresentante utensili da cucina  (dal gusto un po’ nostalgico e retrò) di grande impatto visivo, che consente contemporaneamente, di integrare e separare gli spazi; mentre  le pareti girevoli (anch’esse a forma di utensili) separano la sala principale da quella privata creando un’interessante stratificazione e interazione tra le parti secondo i gradi di privacy richiesti.

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Una lunga parete – Cantina caratterizza la parete che porta dall’ingresso alla zona lounge bar mentre quest’ultimo spazio, anch’esso dominato dai toni del rosso, si affaccia su ana parete vetrata da cui è possibile godere del panorama della città

Arredamento e finiture traggono ispirazione e richiamano le forme utilizzate negli anni ’50
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