Butter! Better!

Per il terzo anno consecutivo, designboom ha co-ospitato la LEXUS DESIGN AWARD , propone di fornire un’opportunità per giovani innovatori mostrando le loro opere e ricevendo feedback da professionisti di fama mondiale.

Il tema di quest’anno, ‘sensi’ ha visto più di 1100 concorrenti  provenienti da 72 paesi diversi produrre una grande varietà di idee originali.

Tra i progetti finalisti, Butter! Better! ideato dal gruppo coreano yeongkeun jeong designer.

L’idea è semplice quanto interessante: un packaging mono-porzione per il burro la cui protezione a copertura funge anche da coltellino per spalmare.

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yeongkeung jeong sulla concezione del design:
Volevamo creare questo prodotto per soddisfare le persone sia sentimentalmente ed emotivamente. pensano che mangiare non sia un atto volto a raggiungere la sazietà, ma  qualcosa che coinvolge tutti i sensi.. l’idea di per ‘ butter! better!’ ci è venuta ad un picnic con gli amici. E’ stata una giornata davvero bella e noi stavamo condividendo cibo, bevande e reciproca compagnia quando ho capito che avevamo dimenticato di portare un coltello per il burro. Alla fine abbiamo usato la stagnola del pacchetto. Ci siamo resi conto che un piccolo problema come questo potrebbe essere risolto semplicemente con una modifica al coperchio del pacchetto. Un prodotto che combinasse sia burro che coltello con un’immagine funzionale e accattivante.’

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il sigillo della singola porzione di burro funziona anche come un coltello

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il progetto elimina la necessità di dover portare posate con voi


la confezione è disponibile in vari colori

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Chocolatexture by Nendo

Premiato come “Designer of the Year” a Maison&Objet 2015, Nendo ha creato 400 set di cioccolatini Chocolatexture, in vendita per un tempo limitato, che potranno essere degustati durante la fiera. I nove differenti tipi di cioccolato hanno la stessa dimensione, 26 x 26 x 26 mm, con estremità appuntite, interni vuoti, texture di superficie liscia o ruvida e, mentre le materie prime sono identiche, le texture creano gusti diversi.

Chocolatexture Lounge, circondato da un bosco di 2.000 tubi in alluminio di 8 millimetri di spessore, dipinti in gradazioni color cioccolato, creando la sensazione di un essere circondati da “una grande onda cioccolato fuso” è un luogo ibrido un po’ caffetteria, un po’ mostra,  un po’ installazione, un luogo per vivere il mondo Nendo in maniera multi-sensoriale.

Nendo, Chocolatexture: 1 –“tubu-tubu” praline di piccole gocce di cioccolato; 2 – “sube-sube” bordi e angoli arrotondati; 3 – “zara-zara” granulare; 4 – “toge-toge” punte affilate; 5 – “goro-goro” quattordici piccoli cubi collegati; 6 – “fuwa-fuwa” morbido e arioso, con molti piccoli fori; 7 – “poki-poki” una cornice fatta di bastoni di cioccolato; 8 – “suka-suka” un cubo vuoto con pareti sottili; 9 – “zaku-zaku” sottili lamelle di cioccolato alternate a formare un cubo

Kitchen Sharing

DA:  http://www.domusweb.it

La condivisione dei beni, degli strumenti e degli spazi è un punto di trasformazione sociale del nostro tempo. Strumento contro la crisi, che ribalta il concetto diffuso nella civiltà occidentale del possesso come punto cardine del nostro essere, il condividere, o sharing, sta trasformando anche il lavoro dei designer.

Condividiamo l’auto, la biciletta, perché non condividere la cucina? Da sempre nella storia la cucina e la tavola (il convivio) sono state il centro della relazione, un luogo-occasione di socializzazione e di incontro, un luogo di costruzione di un’identità collettiva.

Il progetto Kitchen sharing è la realizzazione di una cucina modulare, da installare in luoghi pubblici, per eventi specifici e a disposizione di chiunque si trovi ad abitare, anche temporaneamente, uno spazio. È un progetto sociale, che punta a creare, attorno a una cucina, un luogo di aggregazione, di appoggio, di collaborazione e di socialità.

La cucina (da strada) è composta da tre moduli principali che individuano le funzioni base della preparazione del cibo: lavaggio, preparazione e cottura. A questi moduli sono aggiunti altrettanti tavoli dove poter consumare direttamente ciò che si è cucinato e, naturalmente, creare condivisione e incontro.

Particolarità dei moduli sono i piani in Onitred, materiale ottenuto grazie al vetro riciclato.

Kitchen Sharing
Design: Naomi Galavotti e Martina Ranedda (Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano)
Supervisor: Claudio Larcher, Sebastian Camerer e Carmelo Marabello
In collaborazione con: Foster, Pichler, Onitred, Fabbromeccanica, Ballarini e Ravinala

Anatomia di una ricetta

Cibo  connette le persone, questa era la tesi che la giovane neo-laureata Leonie Anholt, voleva esplorare nel suo progetto di laurea.
Anatomia di una ricetta è una variante del gioco del domino.  Ogni piastrella rappresenta una ricetta. Il primo giocatore ad utilizzare tutte le sue piastrelle vince e decide, con il suo pezzo vincente, quale ricetta sarcucinata. ‘Anatomia di una ricetta è un gioco sociale, con l’intenzione di (ri) collegare le persone nella loro vita quotidiana.

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Saniyo collection

Dai designer di Saniyo  ecco le parole usate per descrivere la loro collezione di stoviglierie da usare in condivisione con chi ci è vicino.

«In questo mondo di 6,5 miliardi di abitanti, come spiegare che alcune persone sono la famiglia e gli amici, mentre altre persone sono solo di passaggio nella tua vita? C’è qualcosa che ci collega/connette/attrae/riunisce. Rispetto al sistema solare, alla galassia, al sole o ad altri fenomeni astronomici come eclissi, la rivoluzione della terra, gli asteroidi …. Noi esseri umani, siamo solo parte dell’universo. Nella nostra serie, abbiamo preso in prestito i concetti di questi oggetti e fenomeni astronomici con la speranza di riuscire a portare un po’ di ispirazione nella nostra vita di tutti i giorni. E anche come dolce promemoria, per ricordarci di amare il tempo che passiamo insieme con i nostri amici e parenti. Perché in questo immenso universo in questo spazio infinito, almeno sono la condivisione di un buon tempo con i nostri cari. Siate grati».

 

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calendario del Laboratorio Zanzara.

Per la serie: cosa regalo a Natale… ecco una proposta interessante.

 

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Dal Laboratorio Zanzara, la cooperativa sociale onlus di Torino che si occupa di creatività e lavoro, un calendario che ci accompagnerà nell’anno dell’expò 2015.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione Slow Food, il calendario raccoglie le illustrazioni elaborate dai ragazzi del laboratorio che si ispirano al motto ”Le cose buone bisogna saperle fare”, un viaggio attraverso i sapori.

Sacchetti di cotone cuciti e serigrafati a mano, diventano il bel packaging in cui è racchiuso il calendario, un regalo insolito e bello per accompagnarci con creatività e gusto nell’anno che verrà!

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“bottiglia” edibile

Edible water bottle uses algae to create biodegradable alternative to plastic containers

La creazione di prodotto innovativo utilizzando una tecnica relativamente vecchia è alla base di Ooho,una bottiglia edibile, creata da Rodrigo Garcia Gonzalez, Pierre Paslier e Guillaume Couche che contiene un liquido all’interno di una membrana trasparente che può essere fatto in una varietà di diverse dimensioni
Il palloncino commestibile, realizzato utilizzando una tecnica chiamata Sferificazione, un metodo di modellazione liquidi in sfere, sviluppato dagli scienziati nel 1946,  ha catturato l’immaginazione del pubblico quando è stato utilizzato nelle ricette di cucina molecolare servite nel ristorante El Bulli di Ferran  Adria in Spagna.

Edible water bottle uses algae to create biodegradable alternative to plastic containers

Per creare l’Ooho, acqua è congelata e in seguito immersa in una soluzione contenente cloruro di calcio e alghe brune; azione che provoca una reazione nella soluzione di calcio creandouna pelle sottile e flessibile attorno allapalla di ghiaccio.
Il risultato è un pacchetto che è “semplice, resistente, igienico, biodegradabile e persino commestibile”, ha dichiarato il designer 

Per bere da Ooho,si può semplicemente applicare una leggera pressione alla sfera rompendola e mangiandone il contenitore. La tecnica può essere utilizzata anche per incorporare le etichette commestibili, intramezzate fra due strati di gel.