Foodies Challenge 2015

Nuove forme del cibo saranno protagoniste della prima edizione di Foodies Challenge 2015, la sfida culinaria più creativa del pre-Expo, in cui ciascun piatto diventa espressione di alta cucina e progettazione combinando maestria, tecnica, curiosità, ingegno, creatività, mescolando forme e materie inedite, creando nuovi gusti e sensazioni. Le imprevedibili forme del cibo contemporaneo saranno suddivise in cinque categorie (Food, Main Dish, Cult Food, Cake, Street Food) che rappresentano differenti stili di cucina a cui saranno affiancate le avanguardie italiane che trasformeranno un piatto in un autentico progetto di cibo.

Foodies Challenge 2015 - Food Moving - Piatto

Rebosio+Spagnulo Architecture + Design http://rebosio-spagnulo.it/ e lo Chef Matteo Torretta del Ristorante Asola di Milano presentano “Food Moving” un piatto che indaga il movimento fisico di sapori, lungo ed attraverso l’architettura. In questo progetto l’esperienza del designer, dell’architetto, del paesaggista sono accanto all’arte della cucina d’autore e del fare di uno chef. Con questi presupposti nasce il concept del piatto.

Foodies Challenge 2015 - Food Moving - Matteo Torretta

Matteo Torretta racconta la scelta culinaria come un unico menù ispirato alla tradizione milanese :

“Ho scelto la categoria street food per stravolgere la classicità della tradizione rendendola contemporanea come oggi è Milano. Ho cambiato le strutture e le consistenze ma non il gusto, partendo dal risotto alla milanese take away passando per la cotoletta street fino al bon-bon di tiramisù. Piccoli assaggi con esplosione di sapori in bocca, tradizione mischiata ad innovazione”

Foodies Challenge 2015 - Food Moving - Prototipo

Ciascuna creazione farà parte dei menù dei ristoranti degli chef che partecipano all’evento e sarà rivelata al pubblico online attraverso video clip votabili dal 14 aprile al 31 ottobre 2015 tramite l’app Extramilano, scaricabile gratuitamente da qualsiasi store.

Vertical farm made in Italy

Una fattoria che si sviluppa in verticale, simbolo dell’agricoltura del futuro tendenzialmente a impatto zero sulle risorse: questa è la ‘Vertical Farm’ realizzata dall’ENEA, con il contributo di un pool di aziende specializzate del settore, all’interno del “Future Food District” di EXPO Milano 2015.

 In questa Vertical Farm, molto ridotta rispetto alle più futuristiche fattorie verticali del futuro, saranno  coltivati basilico e lattughe in cubetti di torba pressata, tramite concimazione a flusso e riflusso a ciclo chiuso, con ricircolo continuo dell’acqua.

Oltre a richiedere meno spazio rispetto a una coltivazione tradizionale, le coltivazioni idroponiche all’interno della Vertical Farm non hanno bisogno di suolo, ma solo di acqua ed elementi nutritivi. La crescita delle piante è poi assicurata da un’illuminazione a LED che replica le condizioni naturali e accelera la fotosintesi clorofilliana.  La Vertical farm dell’ENEA rappresenta una delle soluzioni dell’agricoltura del terzo millennio per la produzione di ortaggi fuori suolo, in ambiente protetto e climatizzato, senza utilizzo di pesticidi e insetticidi e ad illuminazione artificiale.
All’interno della fattoria ci sarà inoltre un impianto di fertirrigazione automatico, ossia un sistema computerizzato di distribuzione delle sostanze nutritive con l’acqua di irrigazione, oltre ad un impianto di condizionamento climatico manterrà i valori richiesti di temperatura ed umidità.

Come nei prototipi già studiati negli anni, anche questo modello di fattoria verticale non produce rifiuti, in quanto poiché tutti i prodotti utilizzati per la crescita delle piante vengono continuamente riciclati al suo interno.  Con un’unica porta d’ingresso la fattoria dell’Enea è realizzata con una struttura metallica da 3 m x 3 m x 4,5 m di altezza, rivestita da pannelli di vetrocamera extrachiaro temperato sui lati est e ovest e da pannelli termoisolanti (vetrocamera riflettente opacizzato) sui lati nord e sud. La copertura piana della struttura serve anche da struttura di sostegno degli impianti di climatizzazione della serra. All’interno della serra, sono presenti scaffalature composte da 6 ripiani con la funzione di sorreggere vasche a flusso e riflusso contenenti acqua con sostanze nutritive e colture .

Il Future Food District (FFD), progettato dallo studio Carlo Ratti Associati per la catena italiana di supermercati Coop, è una delle aree tematiche di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. FFD è composto da un padiglione di 2.500 metri quadrati adibito a supermercato e da una piazza di 4.500 metri quadrati.

kit per frise

Rivisitazione di un classico della cucina povera salentina

CONTENUTO:

1 frisa di orzo o di grano, pomodorini q.b., flaconcino olio extra vergine
d’oliva 12 ml, confezione acqua in salamoia 45 g , bustina
sale, bustina capperi, bustina origano

CONTENITORE FRISA:
la frisa è posta su una vaschetta plastificata internamente ed
esternamente, anti sgocciolamento.
Dimensioni 9, 5X9, 5Xh3, 5

TIPO DI CONFEZIONE PRIMARIA:
la vaschetta contenente la frisa è posta in una confezione di
forma rettangolare di cartone microonda internamente
bianco kraft, esternamente stampa in quadricromia e
verniciata con protettivo litografico

CONFEZIONAMENTO:
La confezione contenente il prodotto viene sigillata a caldo
in atmosfera protetta

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Kaffeeform

 

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Kaffeeform è un innovativo materiale riciclato composto da fondi di caffè e materie prime rinnovabili.
Dopo cinque anni di sperimentazione e ricerca, è stata creata una formula unica per trasformare vecchi fondi di caffè in nuovi prodotti.
A dimostrare le sconfinate possibilità di questo nuovo materiale, i progettisti di Kaffeeform hanno realizzato un servizio da caffè interamente realizzato con fondi di caffè riciclato.
 I prodotti Kaffeeform hanno un numero di caratteristiche notevoli:
la superficie ha l’aspetto legno scuro ed è unica per ogni pezzo,
l’odore del caffè è conservata nei pezzi finiti
inoltre i prodotti sono leggeri, lavabili e durevoli.

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Kaffeeform  tazzine realizzate con fondi di caffè riciclato

Il materiale stesso e la serie di tazze di caffè sono state esposte per la prima volta al Festival di caffè di Amsterdam.
La produzione iniziale conta circa 250 tazze Kaffeeform vendute esclusivamente presso lo

 

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La quantità di consumo mondiale quotidiano caffè è in crescita, così il potenziale di riutilizzare i rifiuti per ulteriori usi è enorme.
Kaffeeform è un materiale sostenibile che mira a trarre vantaggio di questi materiali di scarto  prontamente disponibili a diventare un’alternativa al petrolchimico.

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Butter! Better!

Per il terzo anno consecutivo, designboom ha co-ospitato la LEXUS DESIGN AWARD , propone di fornire un’opportunità per giovani innovatori mostrando le loro opere e ricevendo feedback da professionisti di fama mondiale.

Il tema di quest’anno, ‘sensi’ ha visto più di 1100 concorrenti  provenienti da 72 paesi diversi produrre una grande varietà di idee originali.

Tra i progetti finalisti, Butter! Better! ideato dal gruppo coreano yeongkeun jeong designer.

L’idea è semplice quanto interessante: un packaging mono-porzione per il burro la cui protezione a copertura funge anche da coltellino per spalmare.

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yeongkeung jeong sulla concezione del design:
Volevamo creare questo prodotto per soddisfare le persone sia sentimentalmente ed emotivamente. pensano che mangiare non sia un atto volto a raggiungere la sazietà, ma  qualcosa che coinvolge tutti i sensi.. l’idea di per ‘ butter! better!’ ci è venuta ad un picnic con gli amici. E’ stata una giornata davvero bella e noi stavamo condividendo cibo, bevande e reciproca compagnia quando ho capito che avevamo dimenticato di portare un coltello per il burro. Alla fine abbiamo usato la stagnola del pacchetto. Ci siamo resi conto che un piccolo problema come questo potrebbe essere risolto semplicemente con una modifica al coperchio del pacchetto. Un prodotto che combinasse sia burro che coltello con un’immagine funzionale e accattivante.’

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il sigillo della singola porzione di burro funziona anche come un coltello

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il progetto elimina la necessità di dover portare posate con voi


la confezione è disponibile in vari colori

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Chocolatexture by Nendo

Premiato come “Designer of the Year” a Maison&Objet 2015, Nendo ha creato 400 set di cioccolatini Chocolatexture, in vendita per un tempo limitato, che potranno essere degustati durante la fiera. I nove differenti tipi di cioccolato hanno la stessa dimensione, 26 x 26 x 26 mm, con estremità appuntite, interni vuoti, texture di superficie liscia o ruvida e, mentre le materie prime sono identiche, le texture creano gusti diversi.

Chocolatexture Lounge, circondato da un bosco di 2.000 tubi in alluminio di 8 millimetri di spessore, dipinti in gradazioni color cioccolato, creando la sensazione di un essere circondati da “una grande onda cioccolato fuso” è un luogo ibrido un po’ caffetteria, un po’ mostra,  un po’ installazione, un luogo per vivere il mondo Nendo in maniera multi-sensoriale.

Nendo, Chocolatexture: 1 –“tubu-tubu” praline di piccole gocce di cioccolato; 2 – “sube-sube” bordi e angoli arrotondati; 3 – “zara-zara” granulare; 4 – “toge-toge” punte affilate; 5 – “goro-goro” quattordici piccoli cubi collegati; 6 – “fuwa-fuwa” morbido e arioso, con molti piccoli fori; 7 – “poki-poki” una cornice fatta di bastoni di cioccolato; 8 – “suka-suka” un cubo vuoto con pareti sottili; 9 – “zaku-zaku” sottili lamelle di cioccolato alternate a formare un cubo

Kitchen Sharing

DA:  http://www.domusweb.it

La condivisione dei beni, degli strumenti e degli spazi è un punto di trasformazione sociale del nostro tempo. Strumento contro la crisi, che ribalta il concetto diffuso nella civiltà occidentale del possesso come punto cardine del nostro essere, il condividere, o sharing, sta trasformando anche il lavoro dei designer.

Condividiamo l’auto, la biciletta, perché non condividere la cucina? Da sempre nella storia la cucina e la tavola (il convivio) sono state il centro della relazione, un luogo-occasione di socializzazione e di incontro, un luogo di costruzione di un’identità collettiva.

Il progetto Kitchen sharing è la realizzazione di una cucina modulare, da installare in luoghi pubblici, per eventi specifici e a disposizione di chiunque si trovi ad abitare, anche temporaneamente, uno spazio. È un progetto sociale, che punta a creare, attorno a una cucina, un luogo di aggregazione, di appoggio, di collaborazione e di socialità.

La cucina (da strada) è composta da tre moduli principali che individuano le funzioni base della preparazione del cibo: lavaggio, preparazione e cottura. A questi moduli sono aggiunti altrettanti tavoli dove poter consumare direttamente ciò che si è cucinato e, naturalmente, creare condivisione e incontro.

Particolarità dei moduli sono i piani in Onitred, materiale ottenuto grazie al vetro riciclato.

Kitchen Sharing
Design: Naomi Galavotti e Martina Ranedda (Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano)
Supervisor: Claudio Larcher, Sebastian Camerer e Carmelo Marabello
In collaborazione con: Foster, Pichler, Onitred, Fabbromeccanica, Ballarini e Ravinala