“Destroyer”

da: http://www.huffingtonpost.it

 

“Destroyer” è il progetto dell’artista d’origine spagnola Mar Cuervo  Una serie di Gif animate in cui cupcake, torte, budini e dolci dalle forme impeccabili vengono letteralmente distrutti dalla mano di una donna: destroyer, appunto. Non riuscire a smettere di guardare qualcuno annientare dolcetti morbidi e colorati può sembrare strano e bizzarro, ma l’aspetto più interessante da analizzare è tutto dietro questo suo effetto ipnotico per risvegliare i nostri desideri.

L’autrice spiega infatti che, attraverso queste immagini animate, ha voluto dare voce alla rabbia, un sentimento che troppo spesso si è costretti a nascondere o ad opprimere. La rabbia, secondo l’artista, non è sempre un sentimento negativo e spesso tirarla fuori può essere l’unico modo per cambiare davvero le cose.

“La serie è iniziata come una sorta di rituale – spiega Mar Cuervo sul suo sito – una collezione che ho deciso di chiamare ‘oggetti commestibili’. Hanno catturato la mia attenzione per la loro morbidezza e fragilità, mentre urlavano di essere distrutti. Così ho usato tutta la mia rabbia contro questa società, impaurita dal potere della rabbia e ossessionata dalla perfezione”.

Il risultato è una sequenza di immagini che, a guardarle, fan venire la voglia di schiacciare qualcosa tra le mani, come se un antistress attraversasse il nostro schermo. Un nuovo modello di pop art semplicemente irresistibile. E la rabbia non è mai stata così dolce.

  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer
  • marcuervo.com/destroyer

pane quotidiano

In questa divertente serie di  ricami, l’artista Slovacca Terézia Krná  combina insieme il cibo e l’opera tessile in una realizzazione chiamata Pane Quotidiano. Il lavoro si compone di una fetta di pane per ogni giorno della settimana ricamata con n un disegno diverso. La settima fetta, rimanente e non toccata, è chiaramente in onore del sabbath.

bread-2

bread-3

bread-4

bread-5

bread-6

bread-7

bread-8

Stilisti del cibo

Il food design spesso viene confuso con lo stilist food. Comprensibilmente, entrambi abbiamo utilizzano il cibo come mezzo per creare. Ma l’obbiettivo finale è di  Olga Bastian  è quello di creare un’esperienza memorabile e commestibile per i propri clienti e i loro ospiti. Tuttavia, con lo stilist food, l’obiettivo finale varia. Dalla vendita di un prodotto , a un film o un articolo, gli stilist food giocano un ruolo complesso e sicuramente molto interessante.

Art Direction by Olga Bastian for Liquidminds \\\ Photo by Mikkel Jul Hvilshøj

Art Direction by Olga Bastian for Liquidminds \\\ Photo by Mikkel Jul Hvilshøj

Styling by Mattias Nyhlin for Plaza Magazine \\\ Photo by Philip Karlberg

Styling by Mattias Nyhlin for Plaza Magazine \\\ Photo by Philip Karlberg

Styling by Mattias Nyhlin for Plaza Magazine \\\ Photo by Philip Karlberg

Photo and styling by David Abrahams

Via al contest #TavolediClasseHp

dal sito: http: http://www.huffingtonpost.it/2016/01/11/tavole-di-classe-mostra-r_n_8956554.html?utm_hp_ref=italia-fotografia

Un tango fotografico intorno all’importanza sociale della cucina in Italia. Tavole di classe, il progetto di Massimo Siragusa e Annette Schreyer ospitato da Officine fotografiche a Roma, dal 20 gennaio al 12 febbario 2016, è anche questo. Compagni da 16 anni, i due fotografi raccontano con narrative complementari i diversi aspetti della tavola: collettiva o familiare, vuota o abitata, comune o élitaria.

Annette, amante dei ritratti, ha riambientato in chiave contemporanea alcuni quadri classici della storia dell’arte incentrati sul tema del cibo. Scene di piccole comunità racchiuse in visioni raffinate. Il lavoro di Massimo si concentra invece sulla socialità collettiva delle mense: da quelle aziendali a quelle militari, dal Cern al convento di Assisi. Tutte immortalate vuote: “Quella di lasciare al centro delle foto gli spazi e non le persone è una mia scelta – spiega ad HuffPost Siragusa – perché credo che un luogo, la disposizione delle sedie o lo stato dell’intonaco ad esempio, possa dire tutto sul tipo di persona che lo abita. La visione della struttura vuota basta per sentire l’atmosfera che vi si respira”.

Il titolo del progetto, Tavole di classe, evoca sia il concetto di qualità della tavola che le differenze di classi sociali che Siragusa e Schreyer hanno ritratto nei loro scatti. “La duplice fruizione ci sembrava interessante, un modo un po’ ambiguo di leggere la mostra – spiega il fotografo – le differenze sociali emergono attraverso un percorso legato al cibo, fondamentale nella nostra cultura“.

In occasione della mostra HuffPost Italia lancia un contest su Instagram con l’hashtag #TavolediClasseHp. Tutti sono invitati a partecipare per raccontare la loro idea di tavola enfatizzando due aspetti – su indicazione di Siragusa – l’intimità e la particolarità. “Se dovessi immaginare delle foto da aggiungere al nostro lavoro, vorrei che ritraessero una tavola estremamente intima: la colazione di una giovane coppia entusiasta, magari appena sbocciata, di un single. Ma anche la tavola da pranzo di una famiglia poco numerosa, di una nonna. Lancerei l’idea di guardare all’interno della propria situazione per cercare di riportarla nella sua unicità”. Le indicazioni le avete avute: c’è tempo fino al 5 febbraio per partecipare. Gli scatti migliori, oltre a essere ripostati lungo il corso del contest sul nostro account ufficiale, saranno video-proiettati negli ultimi giorni della mostra (10-12 febbraio) nella sede di Officine fotografiche.

  • Annette Schreyer
  • Annette Schreyer
  • Annette Schreyer
  • Massimo Siragusa
  • Massimo Siragusa
  • Massimo Siragusa

Pica Editions e le serigrafie a tema ortolano

Per un insolito regalo natalizio consiglio queste belle serigrafie

 

dal sito: http://www.frizzifrizzi.it/

Dopo tre anni di collaborazione Jack Shaw, designer, e Clare Findon, illustratrice, hanno deciso di ufficializzare il loro rapporto creativo lanciando una piccola casa editrice, Pica Editions, che prende il nome da una delle unità di misura usate in tipografia — il pica, appunto, che corrisponde a 1/6 di pollice, ovvero a 12 punti. L’intento del duo è di produrre libri e stampe in piccola tiratura, relativi soprattutto a quelle che sono le loro passioni.
Per ora in vendita ci sono tre serigrafie a tema prettamente “ortolano”, due delle quali fungono da calendario per la semina e la raccolta dei vegetali mentre la terza interpreta, per illustrazioni, una tecnica che in campo agricolo fu una vera e propria rivoluzione: la rotazione delle colture.

Disponibili in due colori,  in soli 100 esemplari ciascuna e con un grande formato, 560 x 750 mm,  (poco meno di un A1), le stampe piaceranno di sicuro a chi ha un cuore verde.

pica_editions_2

pica_editions_3

pica_editions_4

 

calendario del Laboratorio Zanzara.

Per la serie: cosa regalo a Natale… ecco una proposta interessante.

 

unnamed (1)

 

Dal Laboratorio Zanzara, la cooperativa sociale onlus di Torino che si occupa di creatività e lavoro, un calendario che ci accompagnerà nell’anno dell’expò 2015.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione Slow Food, il calendario raccoglie le illustrazioni elaborate dai ragazzi del laboratorio che si ispirano al motto ”Le cose buone bisogna saperle fare”, un viaggio attraverso i sapori.

Sacchetti di cotone cuciti e serigrafati a mano, diventano il bel packaging in cui è racchiuso il calendario, un regalo insolito e bello per accompagnarci con creatività e gusto nell’anno che verrà!

unnamed (7)

unnamed (8)