solar kitchen

Wilson-Solar-Grill-4

Arrostire è uno dei più grandi passatempi degli americani, ma questa pratica, per quanto piacevole, non è certamente eco-frienly; legno, propano, carbonella, bruciando producono infatti emissioni nocive di CO2 liberandosi nell’aria.

Wilson ha sviluppato l’idea in Nigeria, dove il legno, usato per cucinare, provoca un gran numero di problemi; non solo il disboscamento di ampie zone di foresta, ma l’incremento di malattie respiratorie oltre che degli stupri ai danni delle molte donne che si recano nei boschi in cerca di legna da ardere.

La tecnologia di Wilson imbriglia la luce solare immagazzinandola per permettere di cucinare per quasi 25 ore di seguito a una temperature sopra al dei 450 gradi Fahrenheit.

Una lente di Fresnel, usata per catturare l’energia del sole e convogliarla in un contenitore con Nitrato di Litio, funge da batteria, immagazzinando l’energia termica  e rilasciandola poi gradatamente per favorire una cottura all’aperto anche durante le ore notturne.

Esistono molti fornelli solari, ma, secondo Wilson, “non sono molti  quelli che usano un deposito di calore latente come un attributo per cucinare il cibo.”

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