Cantina Collemassari

Il progetto, di Edoardo Milesi, ed è stato premiato al Concorso Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo lo scorso anno e recentemente pubblicato nel volume Architettura Sostenibile, curato da Gianluca Minguzzi per Skira.

Dalla relazione di progetto:

Il fabbricato è una scatola di legno interrata. I magazzini, i locali tecnici, il ricovero dei mezzi agricoli sono ricavati nella collina. Unico elemento emergente è una quinta bianca che uscendo dalla collina organizza e riordina gli spazi esterni necessari alla manovra degli automezzi. La voglia di progettare degli spazi e non un edificio appare ancora più evidente nel corpo di fabbrica che emerge oltre la “scatola di legno” e la sovrasta sullo spigolo sud-ovest. Una gabbia rada e leggera di pilastri e travi in cemento bianco che come un pergolato nasce dalla vigna e si appoggia in modo quasi provvisorio sopra il corpo interrato. Una maglia bianca che trattiene come una rete il paesaggio circostante riempiendosi via via di eventi legati alla produzione e alla commercializzazione del vino ma anche alla promozione del territorio. Uno spazio opposto ma complementare al solido ventre ricostruito della collina che trasforma e gelosamente protegge il suo prezioso prodotto, uno spazio pulsante di attività legate alla conoscenza del vino, alla degustazione, ai suoi approfondimenti scientifici e conviviali.

La grande “scatola” di legno della cantina di Collemassari alterna i pieni e i vuoti lungo un percorso interno-esterno conseguente al funzionamento produttivo del fabbricato che ricalca esattamente le fasi del processo enologico.

Un processo che, come prevedono le più avanzate teorie, trasforma le uve in vino mediante un procedimento “a caduta” per semplice gravità senza mai l’ausilio di pompe elettromeccaniche. Un percorso che, partendo dalla grande terrazza-tetto dove i trattori scaricano l’uva, scende per 13 mt fino alla barricaia interrata aprendosi via via al paesaggio naturale, scandendone le altimetrie mediante uscite in quota funzionali alla produzione, mostrando le coltivazioni e il paesaggio naturale in un continuo interagire con l’intero complesso. Le soluzioni bioclimatiche che regolano temperature e ventilazione hanno sicuramente guidato il progetto caratterizzando l’opera nel suo insieme.

Un’ossatura in calcestruzzo per contrastare la pressione della collina e i sovraccarichi dei mezzi che scaricano l’uva sulla copertura della cantina. Pareti ventilate in legno là dove l’inerzia termica va protetta, guidata e riequilibrata. Legno naturale a doghe per filtrare la luce diretta del sole. Lastre di zinco titanio per la protezione all’acqua. Vetrate acidate a bassa emissivit’ per bilanciare la luce naturale. Bandito l’estetismo formalistico e il progetto architettonico ad ogni costo, la cantina di Collemassari è tuttavia frutto di un’alta densità progettuale dove concetti come risparmio energetico, bioedilizia, qualità del posto di lavoro, ingegneria bioclimatica hanno guidato la progettazione e l’accurata scelta di ogni singolo componente e materiale. Particolare attenzione va data alla complessità della trama superficiale che caratterizza un edificio dove gli spazi esterni si mescolano e si confondono con quelli interni in una complessa interrelazione funzionale attiva e passiva tra energie naturali e lavoro dell’uomo.

 

Contesto: A circa 20 km da Grosseto, adagiata sul crinale di una estesa separazione collinare nella usuale conformazione dell’entroterra toscano – di pregio orografico l’area e l’ampiezza della percezione circostante.
Materiali: Strutture in cls bianco con inerte in marmo di Carrara e legante cemento tipo Aquila Italcementi. Tamponamenti in termolaterizio Wienerberger cm 38, impastato con farina di legno. Pareti ventilate in cedro rosso canadese. Struttura di copertura in larice lamellare. Isolamento di copertura in lana di vetro dspessore cm 8 con soprastante ventilazione. Manto di copertura e lattonerie in Rheinzink. Infissi di acciaio profilato Jansen a taglio termico;ditta R & T srl. Infissi in legno larice lamellare naturale; ditta Capoferri srl. Pavimentazione in pietra etrusca del Monte Amiata. Impianti di climatizzazione a pompa di calore; ditta Iacopozzi. Pavimentazione tecnica in gres antiacido tipo Buchtal; ditta Tecnopavimenti. Vetrate stratificate basso emissive sp. 4+4/12/3+3. Frangisole in legno di cedro canadese; ditta Merlo srl. Impianti elettrici; ditta Minocci. Opere in ferro; ditta Acquaroli snc.
Architetto incaricato: Edoardo Milesi
Collaboratore: Laura Pizzi, Paolo Vimercati
Committente: Collemassari spa
Direzione Lavori: Edoardo Milesi & Archos srl, Bergamo
Calcolo strutturale: Uberto Coppetelli
Impianti speciali: Tecnoprogett s.a.s.
Indagini geologiche: Franco Duranti
Tecnico di cantina: Maurizio Grassi
Enologo: Maurizio Castelli
Impresa costruttrice: Eurocostruzioni 2000 srl Consistenza: 3.648 mq , 19.300 mc
Anno: 2000 Realizzazione: 2001/2005
per info:
http://www.collemassari.it
http://www.archos.it

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