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La Nuova Stazione Centrale di Autobus di Tel Aviv è localizzata nella parte meridionale di città e circondata dai quartieri Neve Sha’anan (nord), Shapira (sud) Ayalon Highway (est), da Florentin (ovest). Viene utilizzato come parcheggio per i mezzi pubblici, per le linee interne, per gli autobus sub urbani ed extraurbani oltre a essere liberamente usato come una grande zona commerciale. L’edificio è di dimensioni e volume insolite se  confrontate con il tessuto urbano che lo circonda. La combinazione delle aree costruite negli otto piani consta, approssimativamente, di 250.000 mq. Una dimensione comparabile a quella di un quartiere residenziale.   Le aree ancora attive, servono una varietà di utenze: passeggeri che usano i mezzi di trasporto, lavoratori stranieri e locali, gli utenti che, dai quartieri circostanti, arrivano alla stazione, considerandola  un’importante zona commerciale e di ricreazione e che, approfittano degli spazi vuoti, utilizzano l’edificio  per svolgere attività informali.

Secondo il Consiglio Urbano, il traffico di autobus nella Stazione Centrale di Autobus, a partire dalla fine di 2009, sarà ridotto del 50% rispetto all’attuale volume  e l’edificio verrà demolito tutto  entro 10 anni. Questa demolizione provocherà un danno ecologico e sociale nel tessuto urbano, provocando la formazione di una sorta di  “buco nero” per tutto il lungo tempo che resterà un luogo vuoto. Esaminando un’alternativa per il riuso di questa mega-struttura in un ambito urbano, il progetto suggerisce di convertire l’edificio in un centro agricolo urbano pur mantenendo le funzioni esistenti nell’edificio nella parte basamentale (un capolinea più piccolo e degli spazi commerciali). Così facendo, e con la somma di facilitazioni pubbliche ottenibili, l’edificio, posto a cavallo tra più quartieri, diverrà esso stesso un tessuto connettivo dai contorni frammentati. Un’operazione di re-integrazione e connessione nord-sud che completerà il “menorah” ricollegando, attraverso l’uso del verde, i quartieri circostanti.

L’operazione suggerita, include la demolizione solo del 15% di edificio,  con l’obiettivo di lasciare lo spazio e l’illuminazione naturale all’agricoltura. Le parti demolite, non tossiche,  verranno usate come base per alcuni dei raccolti (compostaggio). Le installazioni pubbliche e supplementari includeranno una biblioteca, un centro di comunità e centro di welfare al pianterreno. Il ponte su Levinsky  St. verrà convertito in  ponte ciclo pedonale, sostenuto da un centro sportivo localizzato al punto di congiunzione tra l’edificio e il ponte stesso. Il mercato di frutta e verdure, localizzato sul piano terra, fungerà da punto vendita a Km 0, dove i prodotti  saranno venduti agli abitanti del luogo. Gli usi esistenti non solo verranno mantenuti, con qualità rinnovata, ma si massimizzeranno gli spazi dove localizzare aree di coltivazione su livelli multipli. Efficienza e redditività aumentata costituiscono un binomio importante così come la rduzione degli sprechi di suolo e di acqua.

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