impronta alimentare

 

Definiamo quindi  l’ impronta alimentare come l’estensione media di terra coltivabile necessaria a sostenere i consumi alimentari diretti (prodotti vegetali) e indiretti (mangime per animali) di un essere umano.          Si può calcolare utilizzando il database FAOSTAT della FAO che fornisce dati sui consumi e le rese di 78 prodotti agricoli principali.

Ogni italiano ha bisogno in media di 2376 m² di territorio ma abbiamo a disposizione soltanto 1460 m² a testa Questo significa che ciascuno di noi utilizza in media 920 m² di terra coltivabile in qualche altra parte del pianeta.

La terra in Italia non basta dunque per i nostri consumi alimentari. Ne seguono due evidenti conclusioni:

  • è follia distruggere questo terreno agricolo per cementificarlo o asfaltarlo (cosa che facciamo al ritmo di circa 200 m² al minuto);
  • è follia utilizzarlo per i biofuel, cosa che già facciamo, dal momento che 228 m² dell’IA (il 60% di 380 m²) sono destinati alla coltivazione di soia per biodiesel e cereali per bioetanolo.

Fonte: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2010/03/limpronta-alimentare.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogosfere-59+%28Eco+alfabeta%29&utm_content=Google+Reader

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