al via il vertice FAO

mappa fame copia

mappa della fame nel mondo (immagine di Barbara Falcone)

 

ROMA – «La crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. È tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei Paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al segretario generale dell’Onu e a tutte le autorità che partecipano al vertice mondiale della Fao in corso a Roma. Un summit particolarmente importante anche per la presenza del Papa, arrivato poco dopo le 11,30 per tenere un discorso all’assemblea.

«RISORSE PER TUTTI» – «La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti – ha detto Benedetto XVI nel suo discorso, tenuto in francese -. Bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione». Il Papa ha parlato della «deprecabile» pratica di distruggere derrate alimentari per finalità di tipo economico e commerciale. E ha sottolineato la necessità di affrontare il problema in una prospettiva di lungo periodo con investimenti nello sviluppo rurale, infrastrutture, trasporti, diffusione di tecniche agricole appropriati. «Il cibo viene spesso considerato alla stregua di tutte le altre merci – ha poi evidenziato mettendo in risalto soprattutto lo sviluppo diseguale tra le nazioni nelle diverse parti del mondo e precisando che la fame non dipende dalla crescita demografica – e quindi vanno ripensati i meccanismi della distribuzione alimentare»

FAME E CLIMA – Ma Ban Ki Moon ha parlato anche della necessità di politiche compatibili con l’ambiente, sottolineando come «non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica». All’indomani dell’accordo a due tra Cina e Stati Uniti che riduce le aspettative di un accordo globale sul clima alla conferenza di Copenaghen, il numero uno dell’Onu lega dunque la possibilità di assicurare cibo a un maggior numero di persone a una vera lotta ai cambiamenti climatici. «È questa la ragione per cui, il mese prossimo a Copenaghen, abbiamo bisogno di un accordo globale che fornisca un fondamento solido per un accordo legalmente vincolante sui cambiamenti climatici – afferma Ban – Dobbiamo ridurre le emissioni che stanno causando i cambiamenti climatici, dobbiamo tenere l’aumento delle temperature globali sotto i due gradi, dobbiamo aiutare i più vulnerabili ad adattarsi».

LA RISOLUZIONE APPROVATA – In ogni caso i partecipanti al vertice hanno approvato per acclamazione una «dichiarazione sulla sicurezza alimentare» che cita, fra i principali obiettivi, quello del dimezzamento della povertà entro il 2015 (già cardine dei Millennium Goals dell’Onu). Nel testo non è citato nessun nuovo impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi. Nella dichiarazione di 41 paragrafi, dopo il preambolo e una definizione degli obiettivi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell’Aquila, che diventano i «Five Rome principles for sustainable food security» (i cinque princìpi di Roma per una sicurezza alimentare sostenibile).
1) Sostenere la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire nei programmi di sviluppo rurale come predisposti dai singoli governi.
2) Maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali per un migliore impiego delle risorse.
3) Un approccio «binario» che consiste in un’azione diretta per rispondere all’emergenza alimentare immediata, ma anche nell’adozione di programmi a medio e lungo termine per eliminare le cause di fondo della fame e povertà.
4) Vigilare perché il sistema multilaterale giochi un ruolo centrale grazie a miglioramenti continui dell’efficienza, della reattività, del coordinamento e dell’efficacia delle istituzioni multilaterali
5)

da parte di tutti i partner a investire nell’agricoltura e nella sicurezza alimentare in maniera tempestiva e affidabile, con lo stanziamento delle risorse necessarie dell’ambito di piani e programmi pluriennali.

fonte: http://www.corriere.it

 

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