vertical farm a new york

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Nel mondo dei fast food e dei cibi pronti è sempre più vivo l’interesse per un ritorno della campagna all’interno delle città. L’agricoltura urbana della comunità  è in grado di contribuire alla durevolezza della città e di ripensare la produzione alimentare.
Sui tetti, sui terrazzi,  sui balconi, nellè cavità degli spazi pubblici non-costruiti,  nelle serre sospese, un eco-guerriero aspira fuoriuscire dal relativo universo competitivo e consumeristico imposto dalle leggi del mercato. Vuole coltivare il relativo paesaggio immediato in modo da migliorarlo generando una propria biodiversità ecologica ed alimentare. Il consumatore diventa da quel momento in poi produttore e l’abitante del giardino! Una grande ala di libellula, questo è il progetto  per una nuova azienda agricola sull’isola del Roosevelt a New York City dell’architetto belga Vincent Callebaut.

L’agricoltura urbana è oggi una tendenza relativamente crescente fra i cittadini delle metropoli e , in questo progetto si intende facilitare o risolvere  i problemi legati alla distanza dai campi coltivati, ricollegando così  consumatori e produttori. Nelle sue enormi dimensioni, questa vertical farm può contenere circa 28 campi agricoli  per la produzione di frutta e verdura oltre che dei campi di grano, e degli allevamenti di animali per la produzione di carne  latte.

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Negli uffici di questa utopistica infrastruttura, i laboratori di ricerca e l’alloggiamento e le zone comunali sono sparpagliati fra i frutteti, le aziende agricole e le stanze di produzione. Gli spazi fra le ali sono invece destinati all’ccumulo dell’energia solare che scalda l’aria presente nell’eso-struttura dell’edificio  in modo da ottenere, una volta raffreddatasi l’aria,  una sorta di ventilazione naturale, e facilitare così l’evapo-traspirazione dalle piante. I giardini verticali esterni filtrano l’acqua piovana  che viene trattata organicamente prima di essere riciclata per l’uso dell’azienda agricola in modo da conservare e azoto di distribuzione, fosforo e potassio. Una combinazione di energia eolica e solare, fa si che il progetto della libellula sia autosufficiente al 100%.

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http://vincent.callebaut.org/

2 pensieri su “vertical farm a new york

  1. Quello che si sta tentando di creare con tetti verdi e giardini verticali è semplicemente favoloso! un ritorno alla natura, salvaguardia dell’ambiente con benefici diretti in urbanistica e qualità della vita.
    Se solo si capisse che il verde in città, fatto in maniera innovativa, costituisce sia un risparmio energetico che al benessere psicofisico dei cittadini, sarebbe tutto più facile (e bello)!

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