Archivio per la categoria '03_cibo-progetto'

tetris toast

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Un originale coppapasta che trasforma un panino ordinario in un divertente gioco.
Taglia i toast e mescola le parti ottenute im modo da comporre un aperitivo sfizioso e divertente.

stoviglie commestibili

Gli istituti olandesi sono rinomati per i loro progetti sperimentali e innovativi; qui gli studenti vengono invitati ad esplorare i limiti del disegno  incorporandoli in una matrice che spazia in vari campi d’intervento.

Seguendo questa linea  gli studenti del Masters of Interior Architecture & Retail Design (MIARD) presso il Piet Zwart Institute, di Rotterdam, hanno sviluppato il progetto ALTERED APPLIANCES‘ che indaga come casalinghi  low-tech d’uso comune possano essere reimpiegati in strumenti di design alternativo per realizzare nuove esperienze in cucina. I risultati di questi studi sono stati presentati attraverso una “dimostrazione dal vivo

Seguendo la loro ricerca su elettrodomestici cucina-oriented come storicamente sono stati usati, gli studenti hanno visto come questi apparecchi stessi possono essere utilizzati all’interno di diversi parametri. I risultante occhio cattura progetti sono stati presentati attraverso una “dimostrazione dal vivo” al Ventura Lambrate durante la Milano Design Week 2013.

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ROLLWARE: Edible Dishware By Joanne Choueiri, Giulia Cosenza, Povilas Raskevicius

photo © Willem de Kooning Academy & Piet Zwart Institute

Quello che inizialmente può apparire come un giocattolo per stendere la pasta, è stato trasformato in un dispositivo di fabbricazione a propulsione umana; un oggetto intagliato al laser e progettato per la realizzazione di stoviglie commestibili. culinario tipico.  I perni di rotolamentovengono utilizzati per tre funzioni distinte:

La prima e più ovvia, è quella di appiattire l’impasto;

la seconda è quella di trasferire il disegno sulla pasta;

la terza è di tagliare la pasta secondo una forma circolare.

Il piatto di pasta viene poi cotto e usato come sostituto dei piatti monouso in plastica che, invece di essere smaltiti, possono essere mangiati.

flip food

di Ilias Markolefas e Nathalia Martinez Saavedra
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 Utilizzando le attrezzature, gli utenti possono tagliare le immagini a rilievo sul cartone, piegare e unire i triangoli a proprio piacimento per produrre sei scomparti che possono contenere diversi tipi di alimenti.
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‘FLIP FOOD’ ricorda il sacchetto di carta marrone tradizionale, solitamente utilizzato per portare il pranzo “al sacco” ed è accompagnato anche da contenitori di plastica riutilizzabile per cibo cotto che si inseriscono perfettamente nelle conche.
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La carta che compone il contenitore è riciclabile e riutilizzabile per diverse volte.

uovodesign

Dal sito: http://padiglione-italia.com/2013/01/03/uovodesign/

CABOSSA

C 16°/52°

Un progetto di ricerca che inserisce il cioccolato tra le materie utilizzabili nella creazione di oggetti. Esplorare le possibilità espressive e strutturali di una materia prima fin ora utilizzata solo in ambito edibile, porta il processo progettuale del design in zone nuove e inedite. Nel cibo la materia manipolata e i relativi processi tengono conto di variabili che nel design non sono considerate o che non possono essere considerate, per esempio la possibilità di passare da stato solido a liquido. In un oggetto di design la materia è definita, solida, nel cibo invece lo stato può alternarsi tra solido e liquido. Dunque un oggetto di cioccolato una volta esaurita la sua funzione può essere sciolto, tante volte quante le necessità o in quante varianti formali o estetiche lo si desidera. Questo processo di fusione e ricostruzione avviene a temperature molto vicine a quelle ambientali in cui viviamo, non servono strumenti particolari per passare da uno stato all’altro: si scioglie a 52° e solidifica a 16°. L’energia debole necessaria per questo processo rende semplice l’utilizzo del cioccolato, oggetti quotidiani, superfici, colori e texture sempre nuove e diverse.

Uovodesign è un progetto di Simone Benvenuto

per maggiori informazioni: www.uovodesign.com

Foodscapes gli scarti riciclati

Fuori salone 2013: Foodscapes, scarti alimentari rigenerati per una nuova collezione di contenitori 24

I gusci Foodscapes, progettati da WhoMade.it, e esposti presso il Padiglione Italia, in zona Ventura Lambrate, nei giorni del Salone del Mobile 2013, sono realizzati a partire dagli scarti alimentari.

L’idea è molto interessante poichè questi oggetti (pensati appunto  per essere ad impatto zero sull’ambiente) possono essere utilizzati per contenere alimenti secchi  e poi gettati via: basta scioglierli nell’acqua e utilizzarli come concime per il terreno.

Sono due i “modelli” disponibili:

il primo ottenuto dai gusci delle arachidi;

il secondo ottenuto dagli avanzi delle carote.

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WhoMade.it, è un  marchio italiano la cui attività di design sociale,  guarda alla valorizzazione dell’eccellenza dell’artigianato di nicchia.

dal sito:

IL PRE-CICLO E IL RE-CICLO DEL CIBO

Il progetto indaga l’essenza e la sostanza dei cibi all’interno del panorama che va dalla loro produzione industriale al loro consumo individuale. Dall’analisi del pre-ciclo del cibo, e quindi della vita del cibo prima che diventi per noi tale, si evidenzia come, in pressoché totale incoscienza, il nostro cibo venga indotto a crescere e diventare sostanza secondo logiche industriali in evidente contrapposizione a quelle naturali. Concettualmente il cibo diventa un insaccato nel quale proiettare le nostre nozioni di forma e gusto: un contenitore di sostanze biologicamente modificate, estruso contro la sua natura e senza margini di errore.

Crediamo che nutrirsi debba essere e rimanere un’azione naturale inserita in un ciclo continuo di libere trasformazioni. E se natura è libertà, progettare un re-ciclo del cibo è un modo per re-immettere nel cerchio quello che, per noi scarto, è nutrimento per altre forme di vita. Il progetto “Foodscapes” diventa un’azione di ricostruzione tecnica della materia alimentare di scarto, libera da additivi, conservanti, coloranti, addensanti, correttori e agenti artificiali, dove l’essenza naturale e la sostanza biologica del cibo tornano a coincidere per poi comunque rigenerarsi.

FOODSCAPE è un guscio creato con scarti alimentari. Ha la forma di un seme ed è adatto per contenere alimenti secchi. Concepito per rientrare nella logica dei cicli naturali, una volta esaurito il suo utilizzo, può essere sciolto in acqua e usato per concimare il terreno. Dal seme al frutto, dal frutto al seme e dalla terra alla terra.

FOODSCAPES è un progetto di Edoardo Perri e Dario Riva di Whomade in collaborazione con Michela Milani.

Info:
tel. +39 02 89656837
info@whomade.ithttp://www.whomade.it
http://www.michelamilani.com

Evento:
FOODMADE c/o Padiglione Italia
Via Oslavia 3, Milano (Ventura -­‐ Lambrate District)
9‐14 April 2013 / 10 am ‐ 8 pm
opening evening 10 April / 8 pm ­‐ 10 pm
http://www.padiglione­‐italia.com

 

Progetto Cibo. La forma del gusto

 

MARTmuseo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

RIPORTO FEDELMENTE IL PROGRAMMA DELLA MOSTRA -EVENTO

Progetto Cibo
La forma del gusto

Mart, Rovereto
09 febbraio 2013 / 02 giugno 2013
“Cosa differenzia la stratificazione delle lasagne da quella del tiramisù? Come si costruisce un tortellino? Quali sono le geometrie del cannolo siciliano? Al Mart, una mostra da mangiare con gli occhi e percepire con i sensi”
In questi ultimi anni il dibattito intorno al cibo ha raggiunto livelli inediti di coinvolgimento del pubblico. E anche il mondo del design, che sempre registra e spesso anticipa le tendenze estetiche e culturali, ma anche socioeconomiche e antropologiche, ha dedicato grande attenzione al mondo dell’alimentazione, mostrando creatività, curiosità e grande capacità innovativa.

A “Progetto Cibo” partecipano designers e architetti come Enrico Azzimonti, Bompas&Parr, Achille Castiglioni, Lorenzo Damiani, FormaFantasma, Giorgetto Giugiaro, Marti Guixé, Giulio Iachetti, Alessandro Mendini, Alkesh Parmar, Gaetano Pesce, Diego Ramos, Philippe Starck e chef di livello assoluto come Gualtiero Marchesi, oltre a Bruno Barbieri, Massimo Bottura, Antonio Canavacciuolo, Carlo Cracco, Daniel Facen, Davide Oldani, Davide Scabin.

Il percorso espositivo, suddiviso per aree tematiche, si apre presentando l’architettura di cibi “anonimi” che nella loro sofisticata e precisa costruzione sono dei veri e propri progetti. Attorno a un alimento così basilare e onnipresente come il pane, o a pietanze molto connotate geograficamente come il sushi o lo strudel, si celano spesso disegni progettuali frutto di un accorto compromesso tra immagine, gusto e produzione.
La pasta ideata da Giorgetto Giugiaro, Mauro Olivieri e Christian Ragot è emblematica di come la creatività dei designer converga con la produzione industriale.

I “food architects” hanno oggi una libertà pressoché infinita di modulare forma e funzione. É da qui che nascono oggetti come la “Penna edibile” di Martì Guixè, il “Golosimetro” di cioccolato di Paolo Ulian e lo “Sugar Spoon” di Marije Vogelzang.
In molti casi è la forma stessa di un prodotto ad essere pensata e sviluppata come elemento decorativo: in mostra si vedranno le gelatine di Bompas & Parr che riproducono la Cattedrale di St Paul a Londra, la “Bread Palette” (fetta biscottata a forma di tavolozza) di Ryohei Yoshiyuki o lo “Speculoos” di Delphine Huguet, biscotto che si adatta alla tazzina da caffè. Oggetti in cui si coglie un’ironia sottotraccia, che diventa invece distacco divertito nelle creazioni di Matteo Ragni, Diego Ramos o Enrico Azzimonti, raccolte in una sezione intitolata “Ironia, metafora e paradosso”.

In mostra anche oggetti di design realizzati con materiali alimentari: i gioielli di cioccolato di Barbara Uderzo, i servizi da tavola di pane di FormaFantasma o il “Decafè” di Raúl Laurí Pla, vincitore del Salone satellite 2012 a Milano. La “Cioccolator” di Alessandro Mendini – una calcolatrice a forma di tavoletta di cioccolato -, o i “Popsicles” di Putput -  spugne sagomate come ghiaccioli – sono invece singolari esempi di oggetti di design che alludono al cibo.


Dopo un progetto site-specific realizzato per il Mart da Marti Guixe, la mostra si conclude con una panoramica che racconta, in video e fotografia, alcuni piatti-icona di grandi chef nazionali e internazionali, e con un’ampia ricognizione sul futuro del design

Un ricco programma di eventi coinvolge chef di livello internazionale, che realizzeranno delle serate di show-cooking nelle sale espositive; workshop con i designer daranno la possibilità di creare gioielli e sculture a partire dai prodotti del territorio. Durante tutto il periodo di esposizione, la visita darà infine l’occasione al pubblico per gustare piccoli omaggi e incontrare i protagonisti della mostra.

Offelleria sorelle Fosser

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L’offelleria sorelle Fosser vi aspetta a Bologna con Zoo,

un regalo per le feste da donare a grandi e piccini.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.505887256109224.119459.489144321116851&type=1

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L’Offelleria Sorelle Fosser è un progetto in continua trasformazione

che nasce dalla passione di Veronica e Rebecca per i dolci “fatti in casa”.
L’ Offelleria ama il bello e il buono delle cose e riconosce il valore del cibo “fatto con le mani”.
L’Offelleria aspira a costruire, accanto al piacere del gusto, un’idea di sostenibilità.

Presta attenzione alla qualità dei prodotti e alla loro provenienza,

prediligendo alimenti biologici e provenienti da aziende agricole locali,

adottando uno stile di vita a ridotto impatto ambientale.

E-mail       offelleriasorellefosser@gmail.com

http://www.offelleria.it

Xmas gift 3#

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Brand inconfondibile e Panettone (dolce italiano di Natale per eccellenza) formano un interessante connubio nel progetto promozionale di   Greenford Printing  per queste feste 2012.

che dire: benvenuto PANE-NTONE

Xmas gift 2#

Progettata da Victor Vetterlein e realizzata totalmente in plastica commestibile e biodegradabile, BITE ME rappresenta la nuava generazione delle lampade da scrivania.

BITE ME: The Edible Desk Lamp by Victor Vetterlein in home furnishings  Category

Il disegno semplice e la striscia illuminante con tecnologia a LED  (intercambiabile) fanno di BITE ME un oggetto che non sarà mai destinato alla pattumiera dei rifiuti ingombranti: nel momento in cui si deciderà di disfarsi di lei, basterà semplicemente mangiarla.

BITE ME: The Edible Desk Lamp by Victor Vetterlein in home furnishings  Category
Realizzata com plastica vegetale a base di gelatina di alghe, glicerina vegetale, acqua purificata, colorante alimentare e aromi naturali, Bite me è disponibile nei gusti arancia, ciliegia, mirtillo, e mela.

BITE ME: The Edible Desk Lamp by Victor Vetterlein in home furnishings  Category

Velopresso

Combinando tre amori: caffè, ciclismo e sostenibilità, e in collaborazione con studenti e giovani designer, il London Royal College of Art ha realizzato Velopresso, caffè mobile su  pedali.

Nessuna elettricità o altro, solo sane pedalate!

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Questo concept è stato oggetto di molti studi ma, solo grazie alla collaborazione tra i designer  Lasse Oiva e Amos Field Reid, che Velopresso ha raggiunto la sua forma definitiva e più sofisticata.

Solo cinque secondi di pedalata e il triciclo macinerà il caffè e produrrà l’energia sufficiente a scaldare l’acqua per un buon espresso.

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Il progetto è stato vincitore del premio Deutsche Bank Award 2012 (Design) e si è piazzto secondo al 2012 Pininfarina Design Contest.


giugno: 2013
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