Il Tori Tori restaurant, sito a Polanco, Città del Messico, è il frutto di una proficua collaborazione tra Rojkind Arquitectos ed Esrawe Studio.

La facciata, che sembra emergere dalla terra salendo attraverso l’edificio, come se fosse l’edera che circonda i muri di sostegno, è costituita da due strati autoportanti di lastre di acciaio tagliate sia con una macchina CNC (a controllo numerico) che artigianalmente, secondo un disegno molto preciso: quello di una rete a losanghe deformata in vari punti.
La particolare conformazione della facciata risponde infatti all’esigenza di modulare e filtrare all’interno della sala diversi gradi di luce ed ombre, anche per attenuare la forte luce solare di Città del Messico e ottenere così un’atmosfera ricca di contrasti in continuo, sottile, movimento.

In riferimento alla progettazione digitale e ai metodi di fabbricazione e costruzione i Rojkind Arquitectos, hanno affermato in una recente intervista che:
“Siamo molto rigorosi circa le sperimentazioni con la progettazione digitale.
Ecco perché ci siamo concentrati appositamente su come tradurre geometrie complesse in disegni molto semplici e comprensibile che traggono beneficio dalla produzione locale e dalla manodopera locale”.



Mi sembra interessante il progetto, anche se credo che le considerazioni circa la luce ect siano solo un pretesto per giustificare una sperimentazione formale. Sperimentazione che secondo me non va giustificata se non per sé stessa, e per il cliente che ne ha permesso la possibilità!
sono daccordo con te!