Archivio per Novembre 2009

cantina vinicola adega mayor

“Una cosa che nell’architettura mi impressiona molto è lo spreco” ha avuto modo di affermare Alvaro Siza in molte interviste, e la parola d’ordine di questo progetto è senz’altro “economia di mezzi”. Il progetto si localizza su un terrapieno con una lieve depressione, disponendo le diverse aree funzionali lungo un asse perpendicolare alle curve di livello in modo da creare due accessi a quote differenti e riducendo al minimo le operazioni di sbancamento. Seguendo l’andamento del suolo, l’edificio presenta ingressi differenziati, quello superiore per l’accesso dei mezzi pesanti, quello inferiore per il personale e per il pubblico.

  

Il terreno scelto, degradato perché originariamente usato come deposito di detriti, viene connesso alla strada nazionale recuperando un vecchio tracciato stradale, in parte lastricato ed in parte asfaltato e riducendo al minimo gli interventi per la nuova viabilità. Seguendo la logica dell’economia di mezzi, il sistema costruttivo usato è anch’esso semplice, pareti portanti in cemento armato e travi in precompresso per grandi luci; le finiture sono essenziali: le superfici esterne in mattoni dipinti di bianco e intonaco, le pareti interne in cemento faccia a vista e i pavimenti, anch’essi in cemento, coperti di resina epossidica.

Questa costruzione, caratterizzata da grande parsimonia espressiva, presenta però tutti gli elementi che la rendono riconoscibile come architettura “siziana”, dalla pensilina che risvolta, lasciando intravedere, come da una feritoia, una parte di paesaggio al modo in cui l’edificio si relaziona con il paesaggio, non rinunciando mai alla forma architettonica ma, utilizzandola per esaltare la realtà.

I LOVE BENTO

Giro, a tutti i lettori di questo blog, un invito fattomi dalla mia amica Monica, una mostra di fotografie fatte da lei sui Bento.

foto di monica maggi

mostra lampo alla MICROGALLERIA [deposito d'opere d'ingegno]
il bento è un pasto singolo (per una persona) diffuso nella cucina giapponese, preparato per esser portato fuori casa o consumato all‘aperto. Un bento tradizionale è composto da riso, pesce o carne, e uno o più contorni di verdura.  i contenitori per il bento possono essere di molti tipi, da quelli in plastica monouso a quelli laccati fatti a mano. nonostante si possa comprare in molti negozi (i bento shop) in tutto il giappone, è comune che le persone spendano tempo ed energie per preparare per se stessi e/o per i propri familiari questi piccoli pranzi al sacco.
il cibo è sistemato in composizioni più o meno elaborate esteticamente in modo da formare incantevoli paesaggi  da gustare prima di tutto con gli occhi, e il momento dell’apertura della scatolina, è un momento felice!

 

monica maggi nasce ad ancona nel 1971. vive e lavora come architetto, grafico e web designer a pescara da un bel po’. ha una grande passione per le cose molto manuali o molto digitali e convive con una gatta che si chiama lucy.

 

| bento | monica maggi | 29 novembre 2009 | 19am – 21pm | c/o microgalleria | via genova 42 | pescara |

per informazioni  www.microgalleria.it

wagashi

Molto del moderno food design si basa sull’arte della presentazione dei piatti insita nella cultura orientale tanto che, anche l’alta cucina occidentale comincia a guardare alla composizione del piatti come completamento di un progetto che tenga in considerazione non più solo il senso del gusto ma quello della vista. I Wagashi, dolcetti composti principalmente da farina di riso e marmellata di fagioli azuki, sono piccoli capolavori artistici,  poesie di zucchero tipiche della pasticceria tradizionale giapponese. Capaci in pochi dettagli di diventare veri e propri inni alla natura, l’origine dei wagashi risale all’era Yayoi ma la tipologia di lavorazione è stata fortemente influenzata dalle tecniche introdotte dalla Cina. E’ praticamente impossibile elencare quante siano le tipologie e le forme presenti sul mercato ma è possibile differenziarle in grandi categorie:  Mochi e Dango (a seconda del tipo di cottura) i cui ingredienti cambiano a seconda delle stagioni.

Per chi fosse interessato si è tenuto un interessante appuntamento con i maestri pasticceri della storica pasticceria SAIUNDO di Matsue.

 Roma, 17 novembre, presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Via Gramsci 74

 Per informazioni http://www.jfroma.it/homepage.htm

al via il vertice FAO

mappa fame copia

mappa della fame nel mondo (immagine di Barbara Falcone)

 

ROMA – «La crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. È tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei Paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al segretario generale dell’Onu e a tutte le autorità che partecipano al vertice mondiale della Fao in corso a Roma. Un summit particolarmente importante anche per la presenza del Papa, arrivato poco dopo le 11,30 per tenere un discorso all’assemblea.

«RISORSE PER TUTTI» - «La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti – ha detto Benedetto XVI nel suo discorso, tenuto in francese -. Bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione». Il Papa ha parlato della «deprecabile» pratica di distruggere derrate alimentari per finalità di tipo economico e commerciale. E ha sottolineato la necessità di affrontare il problema in una prospettiva di lungo periodo con investimenti nello sviluppo rurale, infrastrutture, trasporti, diffusione di tecniche agricole appropriati. «Il cibo viene spesso considerato alla stregua di tutte le altre merci – ha poi evidenziato mettendo in risalto soprattutto lo sviluppo diseguale tra le nazioni nelle diverse parti del mondo e precisando che la fame non dipende dalla crescita demografica – e quindi vanno ripensati i meccanismi della distribuzione alimentare»

FAME E CLIMA – Ma Ban Ki Moon ha parlato anche della necessità di politiche compatibili con l’ambiente, sottolineando come «non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica». All’indomani dell’accordo a due tra Cina e Stati Uniti che riduce le aspettative di un accordo globale sul clima alla conferenza di Copenaghen, il numero uno dell’Onu lega dunque la possibilità di assicurare cibo a un maggior numero di persone a una vera lotta ai cambiamenti climatici. «È questa la ragione per cui, il mese prossimo a Copenaghen, abbiamo bisogno di un accordo globale che fornisca un fondamento solido per un accordo legalmente vincolante sui cambiamenti climatici – afferma Ban – Dobbiamo ridurre le emissioni che stanno causando i cambiamenti climatici, dobbiamo tenere l’aumento delle temperature globali sotto i due gradi, dobbiamo aiutare i più vulnerabili ad adattarsi».

LA RISOLUZIONE APPROVATA – In ogni caso i partecipanti al vertice hanno approvato per acclamazione una «dichiarazione sulla sicurezza alimentare» che cita, fra i principali obiettivi, quello del dimezzamento della povertà entro il 2015 (già cardine dei Millennium Goals dell’Onu). Nel testo non è citato nessun nuovo impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi. Nella dichiarazione di 41 paragrafi, dopo il preambolo e una definizione degli obiettivi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell’Aquila, che diventano i «Five Rome principles for sustainable food security» (i cinque princìpi di Roma per una sicurezza alimentare sostenibile).
1) Sostenere la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire nei programmi di sviluppo rurale come predisposti dai singoli governi.
2) Maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali per un migliore impiego delle risorse.
3) Un approccio «binario» che consiste in un’azione diretta per rispondere all’emergenza alimentare immediata, ma anche nell’adozione di programmi a medio e lungo termine per eliminare le cause di fondo della fame e povertà.
4) Vigilare perché il sistema multilaterale giochi un ruolo centrale grazie a miglioramenti continui dell’efficienza, della reattività, del coordinamento e dell’efficacia delle istituzioni multilaterali
5)

da parte di tutti i partner a investire nell’agricoltura e nella sicurezza alimentare in maniera tempestiva e affidabile, con lo stanziamento delle risorse necessarie dell’ambito di piani e programmi pluriennali.

fonte: http://www.corriere.it

 

uova quadrate?

egg-cuber

Per chi fosse stanco delle solite uova sode, Egg Cuber offre una divertente alternativa.

Si tratta di un piccolo gadget da cucina (per cui non indispensabile) in cui pressare tramite una filettatura, l’uovo sodo appena sgusciato (quindi caldo)  fino a fargli assumere la forma cubica.

In pochi minuti la forma dell’uovo sarà rivoluzionata

Guerrilla Restaurant #2

guerrilla restaurant

Il fenomeno dei Guerrilla Restaurant, ristoranti temporanei di solito ospitati in strutture di fortuna (appartamenti, piccoli garage, scantinati) e con una apertura limitata durante la settimana, si sta rapidamente diffondendo sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna. Visto il nome è quasi inutile sottolineare come questi luoghi siano illegali (al pari dei Guerrilla Gardening) infatti, per poter pranzare o cenare in un Guerrilla Restaurant è necessario conoscere qualcuno o scovare da qualche parte un recapito, spesso segretissimo.

Originariamente i Guerrilla Restaurant sono stati una risposta alla crisi economica grazie anche alla proposta di piatti a prezzi molto bassi e di ottima qualità. Molti chef, infatti, licenziati da ristoranti newyorkesi o londinesi, piuttosto che stare con le mani in mano hanno sperimentato questa nuova forma di ristorazione. Per alcuni, questa nuova e familiare forma di ristorazione rappresenta anche un’operazione a sfondo semi assistenzialista, perché invitando persone in ambienti molto intimi si creano i presupposti di nuove amicizie e conoscenze.

Oggi però il fenomeno si sta evolvendo diventando più commerciale di quello che si sarebbero mai immaginati i primi sperimentatori. In troppi hanno compreso le potenzialità di questa formula e hanno deciso di cavalcare l’onda, aprendo temporaneamente ristoranti prestigiosi con prezzi esorbitanti. Solo a New York, ad oggi i Guerrilla Restaurant sono oltre 160. In molti adibiscono luoghi trendy per l’occasione e li fanno rimanere aperti per un tempo limitato mettendo in moto anche architetti, interior designer e chef di fama. Poco a che spartire con la filosofia dei Guerrilla Restaurant!

guerrilla restaurant

guerrilla gardening

bomba-di-semi

ricetta d’autore

BOMBA DI SEMI: avvolgere in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori che si vorrebbe veder nascere. Bagnare con acqua. Avvicinarsi ad un cantiere in disuso o ad una zona abbandonata e lanciare le flower-bomb. Dopo qualche settimana si potranno apprezzare splendide fioriture in luoghi dimenticati.

******************************************************************

 Residenti a Toronto, Eric Cheung e Sean Martindale, fanno dell’idea di aggiungere spazi verdi nell’ambiente urbano un progetto: il poster pocket planters. Il progetto consiste nel ritagliare nei manifesti attaccati sui muri piccole tasche in cui inserire  terriccio e piante per creare un improvvisato sistema di pareti verdi.

Poster Pocket Planter

Cheung e Martindale si considerano qualcosa di più semplici guerrilla gardeners. A questo proposito, Cheung ha  dichiarato in un’intervista, che il loro è un vero e prorio progetto di attivismo urbano ripetibile in altre città e nel loro blog, spiegano come poter realizzare il progetto. Il duo sostiene  l’idea che il  piantare all’interno di tasche ricavate da poster sia un sistema fortemente legato all’ambiente cittadino. Quante piante spontanee nascono e crescono in città nei posti più impensati?

pocketplanters5

si veda anche: http://posterpocketplants.blogspot.com/

greensleeves1


 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

contatti

ciboarchitettura@yahoo.it

Pagine

Visitatori

  • 41,341 hits

mappa visitatori

mappa2