
Merry xmas for everybody
il blog di un architetto che ama cucinare

Merry xmas for everybody


un’idea dolce e preziosa al tempo stesso?
I gioielli a tema (alimentare) della Qpot potrebbero rappresentare in giusto connubio tra golosità, arte e metalli pregiati.
personalmente non so se riuscirei a mettere gioielli così ma per le fan del genere il sito è http://www.q-pot.jp/

Con la crisi economica galoppante, non ci si può permettere regali costosi ma, per chi come me non vuole rinunciare al rito dello scambio dei doni, un’idea interessante può venire dal fai da te.
A questo proposito vi suggerisco il kit per vin brulè.
occorrente:
2 stecche di cannella
8 chiodi di garofano
1 fetta di arancia essiccata (in forno)
1 fetta di limone essiccata
1 bottiglia di vino rosso corposo
1 sacchetto di juta o di cellophan
1 fiocco rosso
1 foglietto per scrivere la ricetta.
Vin brulè
200 gr di zucchero
spezie (elencate sopra)
vino
procedimento:
mescolare assieme gli ingredienti e scaldarli a fiamma dolce fino ad ebollizione mescolando, di quando in quando, con un cucchiaio di legno.
far evaporare l’alcool fiammeggiando la superficie
servire caldo in tazze di vetro
Ormai è cronaca nazionale…hanno arrestato il sindaco D’Alfonso.
Non per la faraonica spesa per la fontanona di toyo ito(circa 1 milione di euro), nè per i continui lavori che dilaniano gli asfalti pescaresi , ne tantomeno, per il ponte del mare,il cui costo ricadrà interamente sulle nostre spalle, (hanno tolto l’ICI) ma per concussione nell’ambito della gestione dei cimiteri. (la battuta verrebbe facile ma ve la risparmio).
Foto di M. Boccia
Ieri sera, tra scrosci di applausi, inni nazionali (Italia Giappone), e “brevissimo” discorso del sindaco D’Alfonso, è stata inaugurata la nuova e unica fontana di piazza della Rinascita (detta piazza Salotto) a Pescara.
La fontana Huge Wine Glass (Toyo Ito), inaugurata in pompa magna, non ha destato gli entusiasmi preannunciati dal modello 3D.
Si è presentato, davanti ad una folla di addetti ai lavori e di studenti della vicina facoltà di architettura, un enorme candelone semi-trasparente (tipo Ikea) il cui liquido rosso che, nelle intenzioni del maestro, doveva muoversi all’interno dello scavo nel blocco monolitico di cristallo (diventato poi di plexiglass) è stato trasformato in cambio di colore, ma non di materiale.
Che dire poi dell’effetto che l’unione delle sezioni dei vari strati dà all’intero progetto?
e le manate lasciate durante il montaggio e non pulite per la fretta?
e per finire, l’abbinamento, molto americano, (perchè ora si usa) fra il candelone gigante, a striscie bianche e rosse, e l’albero di natale a stelle bianche e blu?
sarà solo un caso?


Il complesso architettonico – cantina, laboratorio e uffici dei vigneti Perez Cruz realizzato da Josè Cruz Ovalle a Paine, mette in campo una concezione edilizia insieme visuale e tattile,voluttuosa e sensuale.
Il profilo dell’edificio, localizzato in prossimità delle vigne, è morbido e richiama l’andamento sinuoso della catena andina. Il complesso delle cantine è concepito come uno spazio a contatto diretto con l’esterno: evocando le case di campagna cilene, nelle quali tra il portico e il patio esiste una relazione di continuità. Il gruppo architettonico si prolunga poi verso l’esterno grazie ad una serie di pilastri curvi che ricordano i tralicci delle viti.
La struttura sorge all’interno di un’area di 350 ettari nella zona centrale del Cile, territorio che offre condizioni privilegiate per la produzione vinicola.
Lo spazio è definito dalla sequenza di luci e ombre, e soprattutto l’area del patio, è utilizzata per accogliere i visitatori o lavoratori, come durante la vendemmia. Quì la zona di transizione fra interno ed esterno è fondamentale e vi vengono svolte molte delle attività agricole.
Il concetto della sequenzialità è ripreso poi nell’ideazione di tre corpi volumetrici distinti e doppi, all’interno dei quali si completa il ciclo di produzione del vino: fermentazione, maturazione e imbottigliamento. In questi spazi è previsto il controllo della temperatura e dell’umidità; ad essi sono affiancati i laboratori e le sale di degustazione così come gli uffici e i servizi per il personale.
Un corridoio centrale attraversa i tre padiglioni, una “spina dorsale” che imprime al complesso un movimento morbido che, in accordo con la topografia, minimizza l’impatto visivo dello stabile nel territorio.
La scelta del legno lamellare concorre a determinare la flessibilità ed elasticità della struttura, qualità indispensabili per tollerare le deformazioni dei movimenti sismici. Inoltre, l’uso del legno rimanda alle caratteristiche principali del vino, bevanda soggetta a notevoli variazioni di colore, aroma e sapore. È così che nella struttura realizzata dall’architetto Josè Cruz Ovalle la ricchezza della luce, la materia calda e le forme sinuose sono all’origine, come il vino, della voluttà dei sensi.

Flower-scale è il contributo “a Foodesign„, una mostra che Guzzini, ha organizzato per ripensare alla cultura giapponese dell’alimentazione, dalla prospettiva del disegno.
In Giappone, l’abitudine di socializzare mentre si mangia, si sta ottenendo via via perdendo poiché, sempre più spesso, le persone mangiano da sole. Per recuperare questo senso della socializzazione a tavola, Nendo ha progettato una mascherina per affettare le torte,le crostate, la pizza ed altri alimenti che evocano immediatamente il concetto di compartecipazione, poiché le si mangia insieme. Queste mascherine inoltre, aiutano a dividere gli alimenti in fette dispari come cinque, sette o nove che sono solitamente difficili da tagliare.
Il tema dei fiori è usato da Nendo come metafora della vita all’aria aperta e della socializzazione così ché gli utenti siano incitati ad immaginare i fiori raccolti da un campo e regalati a qualcuno come segno ed espressione della propria sensibilità.
Uso: gli utenti tengono il Flower-scale dalla parte del gambo, l’appoggiano sulla torte e seguono i segni dei petali per tagliare fette di diverso spessore. Ogni Flower-scale comprende sei tipi differenti di “fiori” , che possono dividere gli alimenti fino a 15 parti, disposte in un basamento a forma di vaso dove raccoglierli come in un piccolo mazzo.
04. 2008 per Guzzini
per informazioni: http://www.nendo.jp/en/

caffè alla francese
caffè all’americana
designer: Laurent Corio
di Michele Buono, Piero Riccardi In onda domenica 30 novembre 2008 alle 21.30 |
Quando compriamo un barattolo di miele, una zucchina o della tenera insalatina, non sappiamo a quale prezzo l’abbiamo effettivamente acquistata. Quali sono per esempio i costi occulti dell’agricoltura intensiva? E invece l’obesità o la malnutrizione, i pesticidi nel piatto o nei fiumi: quanto ci costano in termini di sanità, di danni sociali e ambientali?
Quanto costa realmente la scomparsa di milioni di api dalle nostre campagne o la raccolta di pomodori in Puglia fatta dai lavoratori in nero?
Dietro il prezzo al dettaglio, c’è una realtà che non conosciamo. Il costo degli alimenti cresce sempre di più ma all’agricoltore arriva sempre meno. Chi decide qual è il prezzo di ciò che mangiamo?
“Il piatto è servito” è il lungo viaggio nell’agricoltura del nostro paese ma anche in francia e germania. Alla fine siamo tornati a casa con qualche risposta; a fare il prezzo sono coloro che decidono ciò che dobbiamo coltivare, come lo dobbiamo coltivare e cosa dobbiamo mangiare. Ma siamo tornati anche con una certezza: le alternative ci sono!
per il testo integrale della puntata di Report…