strane insegne

L’insegna rappresenta l’immagine di un  ristorante, l’interfaccia con il quale esso si espone al mondo. Conoscere il target di persone al quale il ristorante è destinato, facilita la scelta dell’insegna più adatta, aumentando così la possibilità per il ristorante stesso di essere frequentato.

 

 

 

  

vellutata di zucca con crostini al sesamo

In questi giorni di pioggia insistente non c’è niente di più bello che mangiarsi una zuppa e lasciarsi avvolgere dal suo caldo tepore…

Questo piatto l’ho assaggiato per la prima volta a Maiorca,  ovviamente mi sono fatta dare la ricetta dalla cuoca, anche se non so se mi ha scritto tutti gli ingredienti…

io comunque l’ho reinterpretata cercando di attenermi all’originale il più possibile.

Vellutata di Zucca con crostini al sesamo

  foto di Barbara Falcone©

ingredienti per 2-3 persone

due fette di zucca (spesse almeno 3-4 cm

una zucchina

una costa di sedano

una fetta di cipolla (sminuzzata)

un dado (la ricetta prevedeva brodo di pollo, ma chi ce l’ha il tempo di prepararlo?!)

sale e pepe

olio

una tazza d’acqua abbondante

per i crostini:

  foto di Barbara Falcone©

alcune fette di pane integrale

aglio

olio

sale e pepe

semi di sesamo

mettere in forno a 180° per circa 5 minuti

 procedimento

  

foto di Barbara Falcone©

tagliare a fette sottili la zucca, la zucchina, la cipolla e il sesamo.

mettere tutto un una pentola dai bordi alti e aggiungere il dado, il sale, il pepe l’olio e l’acqua.

far cuocere per circa 20 minuti (comunque la zucca deve ridultare molto morbida).

togliere dal fuoco e frullare con il frullatore ad immersione

se la vellutata risultasse troppo acquosa, si potrà aggiungere un cucchiaio di maizena (o di farina), che fungerà da addensante, e rimettere sul fuoco per altri cinque minuti.

impiattare e servire con i crostini

street food

foto Barbara Falcone©

 

Una delle cose che mi affascinano del rapporto cibo-città è lo street food. Mangiare cibo in strada modifica, anche solo poche ore o per pochi minuti, l’ambiente circostante, modifica la percezione dei luoghi, gli odori, i colori… Mangiare in strada rende, la parte di città interessata dal fenomeno, simile ad una grande sala da pranzo a cielo aperto…

Ho raccolto, negli anni del dottorato, una serie di esempi di street food e ne ho indagato modalità di inserimento nel territorio.

Spesso, cio che sembra spontaneo e libero è, in realtà regolato da una rigida legislazione in materia, non solo di igiene, ma anche di dislocazione all’interno della città. I fenomeni di trasformazione dei luoghi, legati allo street food, non sono sosì casuali come potrebbe apparire…

distillerie Nardini

 le bolle M. Fuxas

Il progetto per le Distillerie Nardini, ideate da Fuxas, è la rappresentazione metaforica di due mondi: uno sospeso, caratterizzato dalle due “bolle” di vetro, l’altro sommerso e scolpito nel terreno. La parte sotterranea, illuminata da bocche di luce naturale, ospita un autitorium ed è raggiungibile da una rampa discendente,  che funge anche da platea all’aperto. Al piano terra, all’ingresso, uno specchio d’acqua crea riflessi e bagliori che accentuano  ulteriormente la sensazione di sospensione dei due corpi vetrati. Le “bolle” ellissoidali sono caratterizzate da un’ampia superficie vetrata all’interno della quale si dispiegano uffici, laboratori analisi, e un centro polifunzionale a disposizione dello staff e degli ospiti dell’azienda. L’ampia superficie vetrata ha richiesto l’utilizzo di particolari sistemi di climatizzazione in grado di evitarne l’appannamento invernale e di renderene piacevole la permanenza in estate, pur alla costante esposizione ai raggi solari. Un gioiello di alta tecnologia con un’anima passionale e radicata nel territorio, limpido come la grappa prodotta nei suoi laboratori.

in una mano

E’ di STEVEN CICHON questo esempio di design eco compatibile applicato al servizio del cibo.  Si tratta di un vassoio, leggero e biodegradabile, che consente di avere tutto l’occorrente per servirsi ad un buffet, ad una festa di compleanno o, dovunque si profili la possibilità di mangiare in piedi. Un cartoncino a quadretti fa da supporto ad un vassoio in cartoncino e, un porta-posate e un porta-bicchiere,  per bloccare i movimenti delle stoviglie, garantiscono la possibilità di tenere il tutto in una sola mano.

 

non camminare sul tappeto!!!

minale-maeda

 

Ho ritrovato nei miei archivi questa interessante istallazione del 2005 dello studio minale maeda per l’istituto di architettura olandese.

Un tappeto persiano, delle dimensioni di 180x 140 cm, ricreato con ingredienti della cucina olandese: cetrioli, pomodori, catote e formaggio.

Una  esotica immagine ottenuta attraverso l’insolita giustapposizione degli ingredienti.

lezioni di ottimismo

Foto di Barbara Falcone©

è quello di cui avrei bisogno in questo momento…

il lavoro va come va, la carriera universitaria non approda su lieti lidi (almeno per il momento)… vorrei pubblicare la mia tesi di dottorato ma devo ancora trovare qualcuno intesessato (che non mi constringa ad acquistare 1000 copie almeno)

…però devo essere ottimista e costruttiva, solo così potrò a portare avanti i miei obbiettivi!

Grazie al cielo ho delle persone che mi vogliono bene (che sto stressando con la mia negatività), e già di questo dovrei essere grata, e ho tanta forza di volontà…

ma purtroppo sono anche molto emotiva e ciò non giova a dare serenità ed equilibrio alla mia vita e al mio lavoro.

chi mi da lezioni di ottimismo?

cantine d’autore

 

inizio oggi il mio viaggio virtuale attraverso le “cantine d’autore”, quelle realizzate dai cosiddetti archistars.

Analizzerò non solo la forma architettonica, ma il contesto in cui si inseriscono ed il rapporto col territorio. Darò inoltre un’occhiata ai siti delle cantine per vedere come queste opere sono state illustrate

si comincia da

FRANCK ‘O Ghery, Cantine del marques de Riscal, Elciego, Spagna, 2003

Il tetto della struttura ricettiva è l’elemento più rilevante e visibile che vuole simulare la vita e il movimento del vino, ma ricorda bene le linee del Guggenheim di Bilbao, contribuendo ad inserire questa cantina nei circuiti turistici. Entrambi gli edifici sono costruiti con materiali e linee molto simili: i pannelli curvi in metallo creano effetti cangianti al cambiare della luce. Nel caso dell’architettura di Elciego, i colori della copertura rievocano quelli presenti sull’etichetta Marqués de Riscal inoltre, il progetto della cantina sono poi include due ristoranti e un hotel che chiude il pacchetto enologico della Città del vino.

Tratto dal Dottorato di Ricerca CIBO_ARCHITETTURA© di Barbara Falcone  

immagine tratta dal sito della cantina

la cantina di Ghery è illustrata come una struttura magica, fluente, cangiante. Le sue linee fluttuanti vengono paragonate sia alla mescita del vino sia allo scorrere della vita .

interessante  l’inserimento del progetto nel sito
http://www.sensacionesvivas.com/divan.php?seleccion_idioma=es