Archivio per Aprile 2008

crema primavera

Ieri sera mi sentivo poco bene, da una settimana non faccio che girare da un ristorante all’altro… Chissà perchè gli inviti arrivano sempre tutti insieme e non dilazionati nel tempo…

Comunque avevo voglia di qualcosa che fosse leggero e nutriente al tempo stesso (e non è la pubblicità del kinder bueno)… ovviamente erano le otto e non avevo fatto la spesa.

Urgeva dunque che mi inventassi in tempo reale qualcosa che soddisfacesse il bisogno di disintossicarmi dai fasti della settimana appena trascorsa e di nutrirmi.

A casa di Giò, sapevo, c’erano le verdure che io stessa avevo comprato la settimana prima quindi, mettendole assieme, avrei composto il mio piatto…forse!

Avevo: patate novelle, bietoline, zucchine e dado vegetale; ho composto la crema primavera.

Dopo aver pulito le verdure ed averle tagliate a pezzetti (soprattutto le patate che hanno una cottura più lunga) le ho poste in una pentola con poca acqua e il dado. Quando le verdure hanno raggiunto la morbidezza necessaria, le ho passate al mixer, addizionandole con il liquido di cottura, fino a raggiungere la densità che volevo, dunque le ho ripassate in padella per emulsionare bene il tutto aggiungendo, solo alla fine, un filo d’olio e dei semi di sesamo tostati.

devo confessare che è venuta fuori una crema dal sapore piuttosto delicato e senza eccessi, perfetto per la mia situazione,

a piacere si possono però aggiungere: parmigiano, crostini, riccioli di pancetta fritta (ma solo se ci si vuole fare veramente del male)

le varianti possono essere molteplici e cambiare nome alla crema a seconda delle verdure e della stagione in cui viene realizzata

aspettando “fritto misto all’italiana”

In occasione del ponte del 25, Gio ed io siamo andati a fare una passeggiata ad Ascoli Piceno.

Piazza Arringo si mostrava a noi come una grande sala da pranzo coperta da tendoni con tante cucine vuote pronte ad ospitare cuochi e chissà quali e quanti manicaretti …

Abbiamo ovviamente chiesto cosa si stesse organizzando e ci hanno spiegato che si facevano i preparativi per la seconda edizione di “fritto misto all’italiana” 

http://www.frittomistoallitaliana.it/rassegna-frittomisto-22.html

ovviamente la cosa ci ha resi entusiasti!

credo proprio che il primo maggio saremo li!

le seppie giganti mi hanno contagiata

Da un po’ se ne parla al corso di composizione 4, gli amici di “architetti senza tetto” hanno aperto una pagina sul loro blog mappando addirittura le loro apparizioni misteriose: sono le seppie giganti che popolano variamente i muri di Pescara!

ormai è stato scoperto il misterioso autore (grazie a lina bo) ma la caccia continua…

 Questa ricerca permette di rileggere la città e di guardarla con occhi diversi.

La nuova mappa è fatta di ritagli, di angoli deserti, di sovrapposizioni, di spazi lontani dai fasti e dalle lucide architetture della città ufficiale.

foto Bag

 

per informazioni:

http://www.architettisenzatetto.net/blog/index.php

per alimenti

   foto Bag

Un altro ricordo del mio recente viaggio in Libia è rappresentato dagli armadi-contenitori per il pane. Questi contenitori, dalle condizioni igieniche discutibili, creano una sorta di nuova mappa della città: la mappa dei negozi che vendono alimenti.

 Gli “armadi del pane”, come tante piccole insegne profumate, sono posizionati di fronte ai negozi di generi alimentari e punteggiano le città rendendo immediatamente riconoscibile il tanto agognato negozio.

Il pane, di chiara derivazione italiana, è lievitato e a forma di michetta o filoncino. Il sapore è buono e non presenta tracce di cattiva macinazione del grano…forse la scarsità di alimenti sicuri mi ha fatto tralasciare qualche particolare…

vi segnalo

prendendo spunto dallo speciale food di domus 913 vi segnalo tutti i “ristoranti” di martì guixé.

UdCDUC, 2002

Si tratta di una provocazione, una sorta di cucina delocalizzata, un kit  cucina , che trasforma l’uso che si fa di questo luogo, proiettandolo nella contemporaneità.

    Camper FoodBALL Barcellona 2004

Ristorante nato dall’esigenza di diversificazione degli interessi dell’azienda Camper.

Si tratta di un luogo ibrido, a metà tra strada e locale al chiuso. Mangiare non è l’unica attività che vi si svolge: è un luogo di incontro, un posto per lasciare messaggi, per vedere la tv e perfino per parcheggiare la propria bici.

     Food Facility, Amsterdam, 2005

E’ un ristorante senza cucina. Le ordinazioni si prendono via internet dai  ristoranti convenzionati presenti nelle vicinanze e vengono portati a destinazione da fattorini che si muovono in bicicletta.

il menù si presenta dunque sempre variegato e imprevedibile

    Candy Restaurant, Tokyo, 2007

E’ un ristorante per mangiare caramelle. Sicuramente in modo non convenzionale, l’atto del cibarsi avviene attorno ad una tavola rotonda in cui le caramelle, disposte secondo un preciso ordine, vengono servite in un piatto con le istruzioni per assaporarle.

Trovo molto interessante il lavoro che guixè porta avanti sugli spazi della convivialità!

Sono luoghi informali, liberi, dove l’atto del cibarsi passa in secondo piano o è talmente importante da divenire protagonista principale dell’istallazione gastronomica che Guixè mette in scena

architectural food

Ceramic Tiles of Italy Architectural Food
La Triennale di Milano 16-21 aprile, in occasione de I Saloni 2008

La ceramica italiana torna in Triennale (Viale Alemagna, 6 – Milano) in occasione del Salone del Mobile 2008, dopo il progetto Guscio di Mario Botta e dei designers che, lo scorso anno, diedero vita a sit_down_please. Ceramic Tiles of Italy_Architectural Food è la mostra di immagine promossa da Confindustria Ceramica ed organizzata da Edi.Cer. spa all’interno di uno spazio curato da Aldo Colonetti con l’allestimento di Origoni & Steiner.

L’evento mette al centro due aspetti fondamentali del materiale ceramico: la produzione industriale, fondata sull’innovazione sia prestazionale che estetica, e la flessibilità interpretativa di alcuni designers che, utilizzando prodotti di serie, interpretano il tema del cibo, uno dei grandi valori del Made in Italy. Sono otto soluzioni, molto diverse tra loro, ma tutte con un elemento comune: oggetti, ospitali e accoglienti, che descrivono creativamente la tradizione del cibo soprattutto italiano.

Interessante è il lavoro svolto dai progettisti Adriano Design, Enrico Azzimonti, Odoardo Fioravanti, Nicola Gallizia, Lorenzo Gecchelin, Luca Nichetto, Matteo Ragni, Maurizio Sala e delle aziende ceramiche che hanno partecipato all’evento: Casalgrande Padana, Emilceramica, Etruria design, Edilcuoghi Ceramiche, Florim Ceramiche, Majorca, Marazzi e Ragno.

da:  http://www.italiatiles.com

agricoltura urbana?

pasona02progetto PASONA02

Si può definire agricoltura urbana il progetto Pasona 02, questa fattoria verticale completamente automatizzata, presente nel centro di Tokyo dal 2005?

In questo edificio si coltivano prodotti biologici in un ambiente sterile e completamente controllato dal computer.

Una nuova agricoltura o un lento avvicinarci alle visioni di Arthur C. Clarke e di Kubric per 2001 odissea nello spazio?

stordimento post-elettorale

…. mi sento un po’ giù…

                                       …..

                                              …..

ieri a report…

BUON APPETITO! 

di Michele Buono, Piero Riccardi

Attorno al cibo si gioca una partita decisiva per salvare il pianeta, ma noi occidentali sembriamo non rendercene conto, intenti come siamo a desiderare e servire sulle nostre tavole, in ogni stagione, uva e pomodorini pagati a caro prezzo.

Importare un chilo di asparagi dal Perù o un chilo di ciliegie dall’Argentina che viaggiano in aereo per arrivare nel nostro piatto, significa lasciare nell’atmosfera 6 chili e mezzo di anidride carbonica emessa dai carburanti fossili.

Paghiamo circa 8 euro al chilo le carote grattugiate contenute in una vaschetta di plastica, mentre a chi le produce costano solo 7 centesimi. A questo prezzo esorbitante si deve aggiungere anche il pedaggio che si paga alla natura con il massiccio uso della chimica, con l’inquinamento di aria, terra, acqua. Tutto questo per avere prodotti sempre sulle nostre tavole, ma anche sempre più cari, più scadenti dal punto di vista nutritivo e del sapore.

Sono solo due dei tantissimi esempi nei quali si racchiude l’ insostenibilità del modello economico dell’agricoltura e dell’industria del cibo, così come viene concepito in Europa e negli Stati Uniti.

Solo per coltivare, allevare, o produrre quello che diventerà il nostro cibo e portarlo sulle nostre tavole, emettiamo il 30 per cento dei gas serra, secondo i dati dell’ Onu del Millennium Ecosystem-Assesment, che fotografa lo stato di salute del pianeta.

L’inchiesta parte dalla domanda: cosa può fare concretamente l’agricoltura per invertire la rotta e salvare il pianeta?

Per rispondere, dobbiamo capire che non si può scindere l’agricoltura dal suo prodotto, il cibo, e come questo è commercializzato e distribuito sui banchi di supermercati e ipermercati di tutto il mondo. Se si vuole cambiare bisogna intervenire su questo tipo di sistema.

E qualcosa si sta muovendo in Italia. Le parole chiave sono: mercati locali, cibi e ristoranti a Km 0, Gruppi di acquisto solidale, agricoltura senza chimica sintetica e riscoperta delle antiche varietà di prodotti. Molti agricoltori stanno dimostrando che un’agricoltura pulita è possibile e non costa di più. E’ un cambio di paradigma, ma non c’è più molto tempo se si vuole salvare la nostra salute e quella del pianeta.

 

grazie a Giovanni per la sua segnalazione

PER SAPERNE DI PIU’:

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077906,00.html

 

la forchetta si rinnova!?

OBJECTS THAT DO, le posate usa e getta create da Pandora design, sono diventate icona di biocampatibilità , design e semplificazione. 

 

Eat with your finger, ovvero mangia con le dita. E’ il nuovo concept per questo piccolo accessorio di food-design realizzato da un frizzante terzetto di giovani designer: Merry-Kavamura&Ganjavian (i tre designers).

  

Tra i nuovi trend c’è, senza dubbio, il finger food. Un nuovo modo di mangiare, con le mani appunto, che sta stuzzicando la fantasia di molti designer. Pick it ne è un altro esempio

 

Din-Ink è un progetto di food-design ideato da quattro giovani designer italiani (Andrea Cingoli, Cristian Cellini, Emilio Bellisario e Francesca Fontana) destinato a diventare un nuovo trend in ambito di food-design pratico e maneggevole.

 

Spork, un incrocio perfetto tra una forchetta, un cucchiaio e un coltello, un nuovo accessorio per il food-design.Autore di questo incrocio è il designer svedese Joachim Nordwalle.

 

 

grazie al sito     http://www.architetturaedesign.it/

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